Teatro e Portico delle transenne antiche

Ormai lo sapete, ho una fobia per questo male che ci affligge. Le transenne a Roma sono l’emblema dell’incapacità dei nostri amministratori. Passano i sindaci, cambiano gli assessori, si rinnovano le giunte, i ministri e i professori, ma l’oggetto più provvisorio che dovrebbe esistere, la transenna mobile per regolare il traffico, appunto, resta eternamente al


Ormai lo sapete, ho una fobia per questo male che ci affligge. Le transenne a Roma sono l’emblema dell’incapacità dei nostri amministratori. Passano i sindaci, cambiano gli assessori, si rinnovano le giunte, i ministri e i professori, ma l’oggetto più provvisorio che dovrebbe esistere, la transenna mobile per regolare il traffico, appunto, resta eternamente al suo posto, invecchiando di ruggine e morendo per inamovibilità. A conferma della prezzoliniana saggezza “In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio”.

Di esempi ce ne sono fin troppi, sto perfino lavorando ad una mappa, ma questo è uno dei più clamorosi (paragonabile a quello tutto politico del parcheggio fantasma del Parlamento). Si tratta del percorso fascinoso che collega Teatro Marcello al Portico d’Ottavia. Un vero tuffo nell’Antica Roma attraverso i mutamenti storici, le integrazioni di architetture, di epoche, di vissuti, di scorci incredibili.

Ebbene, sono anni, e le foto della galleria lo dimostrano, che a guardia di tali tesori archeologici (da sempre in balìa dell’invasione e del furto turistico) esiste un fragile ed osceno labirinto, di barriere tubolari e vecchissime transenne, ad entrambi i lati del passaggio.




Certo, vi diranno che sono lì nel mentre si procede a lavori di ristrutturazione del sito, ma in negli 4, 5 anni, nessuno ha notato almeno un progresso, che non fosse una transenna, una rete in più, e un capitello, un bassorilievo in meno. Insieme all’eternità delle transenne, più romane di quelle antiche, restano le nostre domande vane.

Perché dobbiamo setacciare Roma Sparita per ricordarci di come erano angoli che sarebbero ancora uguali se non fossero prigionieri di tubi? Perché non ci possono essere custodi umani o elettronici a tutela del patrimonio storico? Perché non punire con esemplare severità chi si macchia di atti vandalici o appropriazioni illegali? Quanto può essere impossibile rimandare le transenne al deposito e liberare Roma?

Foto RondoneR