Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Africa, Kenya: scaduto l’accordo con l’Unione Europea per la lotta contro i pirati somali. L’accordo, scaduto alla fine di settembre, prevedeva supporto tecnico e finanziario dell’UE al Governo di Nairobi, che negli ultimi 16 mesi ha processato e incarcerato sul proprio territorio decine di sospetti pirati somali. Alla scadenza dell’accordo, le autorità keniane hanno scelto

Africa, Kenya: scaduto l’accordo con l’Unione Europea per la lotta contro i pirati somali. L’accordo, scaduto alla fine di settembre, prevedeva supporto tecnico e finanziario dell’UE al Governo di Nairobi, che negli ultimi 16 mesi ha processato e incarcerato sul proprio territorio decine di sospetti pirati somali. Alla scadenza dell’accordo, le autorità keniane hanno scelto di appellarsi a una clausola che consente di congelarlo per sei mesi prima di una nuova ratifica.

Numerosi esponenti politici keniani hanno infatti lamentato di non aver ricevuto adeguato sostegno da parte della comunità internazionale, in particolare per quanto riguarda le problematiche legate al rimpatrio dei pirati al termine del loro periodo di detenzione. Un portavoce dell’Unione Europea ha sottolineato che l’Unione ha fornito più di 10 milioni di Euro nell’ultimo anno e mezzo al locale Office for Drugs and Crime delle Nazioni Unite per sostenere lo svolgimento dei processi e il conseguente trattamento dei prigionieri.

Ieri una portavoce del Ministero degli esteri keniano ha comunque ribadito che il governo non ha chiuso definitivamente l’accordo, ma ha lasciato aperta la possibilità di un rinnovo.

Il motivo per cui il Kenya è stato scelto come territorio in cui processare i pirati somali (con i conseguenti disagi per il governo di Nairobi) è dovuto al suo sistema giudiziario, ritenuto ben strutturato, e soprattutto alla posizione geostrategica del Paese, considerata da molti analisti fondamentale per il controllo del Golfo di Aden.

La NAVFOR (il contingente militare navale istituito dall’UE nel 2008 per combattere i pirati al largo delle coste somale), ha dichiarato sul proprio sito web di aver trasferito in Kenya, dall’inizio delle operazioni, più di 90 sospetti pirati somali catturati nel Golfo di Aden.

Medio Oriente, Israele: il tribunale israeliano conferma l’espulsione del premio Nobel per la pace Mairead Maguire Le autorità di Tel Aviv avevano decretato la prima espulsione lo scorso luglio, dopo che il premio Nobel nordirlandese aveva tentato, il mese precedente, di rompere il blocco navale di Gaza con a una spedizione pacifista a bordo della nave Rachel Corrie.

Lo scorso martedì, la Maguire è stata fermata dalle forze di sicurezza israeliane al suo arrivo all’aeroporto di Tel Aviv ed è successivamente stata trattenuta in un apposito spazio di detenzione.

Il Premio Nobel, noto per il suo impegno per una soluzione pacifica del conflitto in Irlanda del Nord negli anni ’70, ha infatti perso il processo in appello in merito alla sua espulsione dallo Stato ebraico. Gli avvocati del Governo israeliano hanno ribadito davanti alla Corte che alla Maguire era stato negato il permesso di rientrare in Israele, dopo la prima espulsione avvenuta lo scorso luglio. I legali della Maguire hanno fatto sapere di considerare illegale il provvedimento.