Oltre 8 miliardi di euro di fondi europei sprecati: in Sicilia il federalismo è realtà

Quando si realizzerà il federalismo e i centri di spesa saranno più vicini e controllabili dai cittadini i conti degli enti locali torneranno in ordine e diminuiranno anche le uscite, grazie ad una razionalizzazione dei bilanci. Questo è l’inizio della favola sul federalismo che Silvio, Umberto e gli altri amano raccontare per addormentare gli elettori.La


Quando si realizzerà il federalismo e i centri di spesa saranno più vicini e controllabili dai cittadini i conti degli enti locali torneranno in ordine e diminuiranno anche le uscite, grazie ad una razionalizzazione dei bilanci. Questo è l’inizio della favola sul federalismo che Silvio, Umberto e gli altri amano raccontare per addormentare gli elettori.

La realtà, si vede già ora, è un poco diversa. In Sicilia, come spiega oggi diffusamente La Stampa, i centri di spesa sono vicinissimi e i soldi arrivano pure copiosi dall’Unione europea: 8,5 miliardi di euro tra il 2000 e il 2008. Un bel tesoretto. Quindi per arrivare sono arrivati e sono pure stati spesi. Ma con quali effetti virtuosi sulla società siciliana?

L’elenco è chiaro quanto disarmante: 700 milioni di euro utilizzati per le rete idrica hanno portato ad un peggioramento del servizio. 300 milioni sono andati alla gestione dei rifiuti, ottenendo una raccolta differenziata del 6% (quando la legge prescrive il 35%). Altri 300 milioni di euro dovevano incrementare la produzione di energia da fonti alternative, che però si è fermata al 5% contro il 9% di media del Sud. 230 milioni spettavano al miglioramento del servizio ferroviario ma hanno interessato solo 8 chilometri di linea. 400 milioni di euro dovevano proteggere il territorio dal dissesto idrogeologico, dovevano. Altri 400 sarebbero andati al sostegno del turismo fuori stagione, che infatti è sceso dello 0,1%. 145 milioni di euro dovevano servire a incrementare ricerca e sviluppo, ma stranamente non hanno prodotto gli impatti auspicati.