Mafia e Massoneria insieme: tutti i nomi degli arrestati

Ieri vi avevamo accennato all’operazione Hiram, che aveva portato ad alcuni arresti in Sicilia: massoneria e mafia unite per ritardare processi. Tra gli arrestati dai carabinieri del comando provincale di Trapani e Agrigento per i presunti intrecci tra la loggia massonica e cosa nostra ci sono per esempio Michele Accomando, 60 anni, imprenditore di Mazara

Ieri vi avevamo accennato all’operazione Hiram, che aveva portato ad alcuni arresti in Sicilia: massoneria e mafia unite per ritardare processi. Tra gli arrestati dai carabinieri del comando provincale di Trapani e Agrigento per i presunti intrecci tra la loggia massonica e cosa nostra ci sono per esempio Michele Accomando, 60 anni, imprenditore di Mazara del Vallo, già finito in carcere l’anno scorso per qualche pasticcio con degli appalti pubblici.

E che sarà mai, con una condanna per mafia a nove anni e quattro mesi. Poi c’è Renato Gioacchino Giovanni de Gregorio, 59 anni, ginecologo palermitano, condannato anche in appello per violenza sessuale ai danni di una minorenne. Avrebe poi tentato di pagare del denaro per insabbiare tutto. Si legge tutto quanto su L’Unione Sarda o dopo il salto.

Rodolfo Grancini, 68 anni, originario di Orvieto, è indicato dagli investigatori come un faccendiere, in contatto con diversi senatori e deputati, considerato dagli inquirenti “una personalità poliedrica inserita in un giro di amicizie altolocate, attorno alla quale ruota l’intera indagine.

Grancini avvalendosi di persone “prezzolate”, alcune già note agli investigatori, altre ancora ignote, all’interno della Cassazione, secondo l’accusa era riuscito a congegnare un “sistema” che gli consentiva di acquisire notizie riservate sullo stato dei procedimenti e di pilotare la trattazione dei ricorsi proposti alla suprema Corte dai suoi “clienti”. Calogero Licata, 57 anni, imprenditore agrigentino, accusato di aver tentato di insabbiare in Cassazione alcuni procedimenti penali che riguardavano boss mafiosi di Agrigento e Trapani.

Guido Peparaio, 55 anni, impiegato del ministero di Giustizia, addetto alla cancelleria della seconda sezione della Corte di Cassazione con la qualifica di ausiliario. Calogero Russello, 68 anni, imprenditore agrigentino che era già stato imputato di mafia. Nicolò Sorrentino, 64 anni, originario di Marsala. Francesca Surdo, 35 anni, originaria di Palermo, agente della polizia di Stato in servizio alla Direzione anticrimine di Roma.

Nell’inchiesta risulta indagato anche il gran maestro Stefano De Carolis, esponente di spicco della Serenissima Gran Loggia Unita d’Italia. Il massone, secondo l’accusa, sarebbe stato messo a conoscenza dall’imprenditore Michele Accomando e da un altro indagato dell’inchiesta Hiram, del piano per ottenere il controllo di un procedimento penale pendente in Cassazione che riguardava il boss mafioso Giovanbattista Agate, fratello del capomafia di Trapani, Mariano. I pm della Dda di Palermo hanno inviato un avviso di garanzia anche a un sacerdote, gesuita che vive a Roma, padre Ferruccio Romanin, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa

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