‘Ndrangheta, 65 arresti a Lamezia Terme: in manette politici e professionisti

Sono 65 le persone finite in manette dalle prime ore di oggi nel corso di un’operazione finalizzata alla decapitazione della cosca Giampà di Lamezia Terme.

    10.30 – tra le persone indagate c’è anche il senatore del Pdl Piero Aiello, in passato consigliere e assessore regionale in Calabria. Per lui, eletto per la prima volta al Senato della Repubblica nel 2013, la Direzione Distrettuale Antimafia aveva chiesto l’arresto, ma il gip ha deciso di rigettare la richiesta.

E’ scattata all’alba l’ennesima operazione della Polizia di Catanzaro finalizzata alla decapitazione delle cosche della ‘ndrangheta di Lamezia Terme e a far luce sulla guerra di mafia che si è svolta nell’area tra il 2005 e il 2011 e che si è lasciata alle spalle decine e decine di morti.

Il blitz ha portato all’arresto di 65 persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, omicidio, traffico di armi e di sostanze stupefacenti. L’operazione, denominata Perseo, ha coinvolto principalmente la cosca Giampà, dominante sul territorio di Lamezia Terme, e ha permesso agli inquirenti di scoprire un vasto giro di truffe assicurative che doveva servire a garantire il pagamento dello stipendio degli affiliati al clan e al finanziamento di armi e droga.

Il sistema messo in piedi dalla cosca era ben collaudato e vedeva la collaborazione di numerose figure professionali corrotte per l’occasione, da assicuratori a carrozzieri, da periti a medici, passando per avvocati, politici e membri della Polizia Penitenziaria.

Tra le persone finite in manette c’è un avvocato a cui viene contestato anche lo scambio elettorale politico-mafioso: l’uomo avrebbe finanziato la cosca per riuscire ad ottenere voti necessaria alla sua elezione alle amministrative del 2010 a Lamezia Terme.

Arrestato anche il consigliere provinciale Gianpaolo Bevilacqua, attuale vice presidente della Sacal, che nel corso degli anni ha ricoperto anche incarichi in società con partecipazione pubblica. L’indagato, è emerso nel corso delle indagini, avrebbe partecipato in prima persona all’attività della cosca, arrivando anche a compiere almeno un’estorsione per suo conto. L’accusa, per lui, è di concorso esterno in associazione mafiosa e di estorsione.

Ultime notizie su Ndrangheta

Tutto su Ndrangheta →