Pd, Matteo Renzi detta la linea: «Riprendiamoci il governo»

Il sindaco di Firenze si prepara all’assemblea del partito

di guido

“Diciamo qualcosa di sinistra”: è un Matteo Renzi insolito quello che prende in prestito le parole di Nanni Moretti per dare una scossa al Pd, che oggi si ritrova in assemblea per eleggere un segretario pro-tempore, ma soprattutto per riprendere il filo perso durante i disastrosi giorni dell’elezione del Capo dello Stato, con le candidature impallinate di Marini e Prodi e le dimissioni di Bersani e Rosy Bindi.

Negli ultimi giorni anche Matteo Renzi è sembrato all’angolo: per qualche ora era dato come possibile nuovo premier di un governo di larghe intese, poi l’inesperienza e, pare, il veto di Berlusconi hanno spianato la strada a Enrico Letta. A quel punto il sindaco di Firenze non ha potuto fare altro che appoggiare il compagno di partito, ma ora in un’intervista a Repubblica ci tiene a distinguersi:

Dobbiamo cambiare gioco e liberarci da questo strano incantesimo che ci paralizza. Dobbiamo rivendicare il governo Letta, non consegnarlo a Berlusconi.

Il problema, secondo Renzi, non è aver fatto un patto con Berlusconi ma essersi rassegnati a subire l’agenda del centrodestra, come dimostra il caso dell’Imu. Perché “Berlusconi è già in campagna elettorale”, e quindi bisogna prepararsi a quando cadrà il governo: chi sfiderà il cavaliere, lui o Letta?

Si valuterà quando sarà opportuno. Chi può prevederlo?

Il sindaco ricorda chi lo rimproverava perché chiedeva i voti ai delusi del Pdl, mentre “ora ci ritroviamo con i ministri del centrodestra”. Ma Renzi continua ad appoggiare l’idea del governo di larghe intese perché non c’è alternativa, per questo boccia le proposte come quella di Laura Puppato e degli OccupyPd:

Esiste un’alternativa in questo momento? No. Bersani lo ha dimostrato molto bene. Il suo fallimento è chiaro. L’alternativa era il voto, ma adesso non c’è più. Quelli di OccupyPd mi sembra che occupino solo le colonne dei giornali. Ma non il partito. Il partito non è occupabile

Infine disegna quale potrebbe essere lo scenario peggiore per il Pd nei prossimi mesi:

Se ci vergogniamo di questo governo, regaliamo a Berlusconi 12, 15, 17 mesi di traino straordinario. Sulle cose negative può scatenare il dissenso contro di noi perché il premier è di sinistra e rivendicare al Pdl tutto ciò che ci sarà di positivo. Lui è già in campagna elettorale. E mentre studia come tornare a Palazzo Chigi, noi siamo sotto shock. Basta con la depressione.

E fa le sue proposte per invertire la rotta:

Guidiamo noi questo governo. Si abbia il coraggio di elencare noi le priorità, ne bastano due […] Il primo obiettivo è il lavoro, non asserragliamoci sull’Imu. Il secondo obiettivo sono le riforme. Aboliamo il Senato, riduciamo i parlamentari e poi cambiamo la legge elettorale.

Foto © Getty Images

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