La storia di Nanysex, pedofilo spagnolo che ha richiesto la castrazione chimica

In Italia non si è sentito parlare, se non in qualche fredda agenzia, di Álvaro Iglesias, molto conosciuto in Spagna sotto lo pseudonimo di Nanysex. Non parliamo di una giovane stella televisiva, ma di un pedofilo che tra il 2002 ed il 2004 abusò di dieci bambini tra gli uno ed i sei anni approfittando

di fabio

In Italia non si è sentito parlare, se non in qualche fredda agenzia, di Álvaro Iglesias, molto conosciuto in Spagna sotto lo pseudonimo di Nanysex. Non parliamo di una giovane stella televisiva, ma di un pedofilo che tra il 2002 ed il 2004 abusò di dieci bambini tra gli uno ed i sei anni approfittando della sua posizione di baby-sitter.

Álvaro Iglesias, oggi 26enne, lavorava in un negozio di computer e fu arrestato vicino Murcia nel 2005 dopo essersi offerto come baby-sitter per una famiglia ed aver poi filmato e diffuso su internet un video in cui si masturbava davanti un bambino di tre anni. Così come allo stesso modo diffuse i video dei propri abusi su degli infanti. La pena prevista è di 39 anni di reclusione, da scontarsi in un istituto psichiatrico.

Davanti ai giudici ha ammesso tutto, fuorchè la diffusione del materiale pedopornografico che avrebbe dato “soltanto ai propri amici”. Ci sono infatti altri tre complici arrestati assieme ad Iglesias per abusi e diffusione del materiale, Eduardo S. M., José G. C. ed Antonio O. M.

Durante l’interrogatorio del pubblico ministero Manuel Maza Ruiz passano immagini agghiaccianti e domande difficili da digerire. “Ha mai fatto penetrazioni anali sugli infanti?” e la risposta – ancor più terribile – è che no, si è “limitato soltanto ad introdurre il pene sotto il pannolino”. Avete letto bene, pannolini. Non credo ci sia da aggiungere altro.

Gli imputati hanno visto scorrere le immagini restando freddi e senza alcun segno di pentimento o richiesta di perdono alle famiglie delle vittime presenti in aula – il maggiore ha oggi 12 anni – che si sono dichiarati “ripugnati dalle immagini”.

Durante il primo giorno del processo Iglesias si è offerto di sottomettersi alla castrazione chimica, per inibire i propri istinti sessuali. Il pubblico ministero Maza è però contrario alla procedura perchè impedirebbe solamente l’erezione e non il desiderio di avere contatti con un minore. Inoltre è un trattamento temporaneo, se lo si sospende le funzionalità organiche vengono ripristinate. Preferisce aumentare la pena da 39 a 45 anni di reclusione.

Molti lettori staranno già pensando ad un metodo “non temporaneo” e sicuramente più efficace per inibire l’istinto sessuale di gente come Iglesias. Ecco, forse ci vorrebbe per davvero.

Via | El Pais

I Video di Blogo