Incontro Renzi-Bersani. Il Rottamatore: “Non sono io che faccio problemi al partito”

Matteo Renzi ha incontrato oggi Pierluigi Bersani. Si è discusso del nuovo segretario e della riforma dello statuto.

Oggi, a Roma, nella sede del Pd, si sono incontrati Pierluigi Bersani e Matteo Renzi.
Due sono stati i temi discussi: la scelta di un nuovo segretario, che possa rimettere insieme i cocci di un partito dilaniato dalla litigiosità dei “gruppi di potere” interni e la modifica dello statuto.

Riguardo alla prima questione, i nomi che circolano per coprire la funzione di segretario “a tempo determinato” sono quelli di Claudio Martini, Anna Finocchiaro, Pier Luigi Castagnetti, Sergio Chiamparino. Personalità autorevoli intorno a cui il partito potrebbe riconoscersi e che presumibilmente non scenderanno in campo per la segreteria nel congresso del prossimo autunno.

Dopo l’incontro, il sindaco di Firenze, ha precisato:

Quale che sia il nome, non sono io che faccio problemi o correntizzo il partito. Io sono per fare politica. E anche in relazione al rapporto che ho con Letta, io non voglio mettermi di traverso, ma dare una mano

Renzi, che nei giorni scorsi aveva già rimarcato la sua volontà di non candidarsi a segretario del Pd, riconferma la sua non belligeranza al governo presieduto da Enrico Letta. “L’operazione lealtà” del sindaco guarda lontano, troppo rischioso sarebbe compromettersi nel ruolo di segretario, meglio tenersi fuori dalla mischia e puntare alla ricandidatura a Premier. Proprio per questo, il “rottamatore”, avrà pressato Bersani sull’altro tema in discussione, la modifica dello statuto.

Distinguere la figura del segretario da quella del candidato premier, senza ricorrere alla commissione del partito, che diede il via libera alla candidatura di Puppato e Renzi nelle precedenti primarie, sembra una scelta obbligata per tutti. Ciò metterebbe fine a molte polemiche, senza reiterare l’immagine di un Pd che, attraverso una burocrazia ipertrofica, voglia bloccare candidature meno organiche.

Intanto, ieri Sergio Cofferati, ha pubblicato una riflessione sui due temi che sono in campo. Per l’ex sindacalista della CGIL ci sarebbe la tentazione di modificare lo statuto anche per la modalità di scelta del segretario. L’ipotesi, che circola in ambiente Pd, sarebbe quella di far indicare il segretario dagli iscritti, mentre il candidato premier sarebbe eletto dal popolo delle primarie. Ciò secondo Cofferati risulterebbe:

Un clamoroso arretramento rispetto alla democrazia diretta che il Pd aveva orgogliosamente introdotto e che era diventata addirittura elemento identitario della nostra politica

Seguiremo gli sviluppi della vicenda e verificheremo se l’elezione del segretario, senza passare attraverso le primarie, sarà dettata dall’urgenza del momento o se diventerà prassi consolidata.

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