Silvio Berlusconi: “Ecco quali sono le riforme urgenti della Costituzione”

L’intervento di Silvio Berlusconi a Mattino Cinque sul tema delle riforme costituzionali.

Silvio Berlusconi ha rilasciato nuove dichiarazioni a Mattino Cinque, intervistato da Claudio Brachino. Il leader del Pdl ha in particolar modo spiegato quali siano le riforme urgenti della Costituzione a cui dovrebbe lavorare la Convenzione. L’ex Premier dopo aver sottolineato tutti i limiti burocratici e di potere a cui deve far fronte un Presidente del Consiglio ha elencato:

Si deve dare al Presidente del Consiglio gli stessi poteri che hanno i suoi colleghi, nominare e cambiare i ministri, usare la decretazione di urgenza; una solo Camera deve approvare il disegno di legge in 90-180 giorni; la Camera deve avere un numero di parlamentare dimezzato rispetto a quello attuale; la Corte Costituzionale (essendo composta da una prevalenza di giudici di sinistra) deve avere i membri eletti in maniera diversa, i cittadini devono poter eleggere direttamente il Presidente della Repubblica.

Berlusconi, dopo aver osservato che “è auspicabile anche che gli italiani imparino a votare” e aver detto che non è corretto attribuire tutte le colpe ai politici (anche se “io non mi ritengo un politico, ma un imprenditore”) perché la colpa è “degli italiani che devono imparare a votare”, ha spiegato che l’idea della Convenzione è nata da Pierluigi Bersani, al momento delle consultazioni per il tentativo, poi naufragato, di far nascere un governo. Sulle polemiche sorte proprio in merito alla commissione che un tempo avremmo chiamato bicamerale:

Una Convenzione che non è prevista dalla nostra Costituzione richiederebbe dei tempi di approvazione che non farebbe altro che aumentare i tempi per il cambiamento. Il cambiamento deve essere portato avanti, come dice l’articolo 138 della Costituzione, dal Parlamento stesso. Che deve fare due voti, con la maggioranza di almeno 2 terzi.

Dunque, il lavoro del Parlamento dovrebbe consentire il superamento di problemi legati agli accordi tra i partiti in merito alla Convenzione. Sul tema della presidenza della stessa Berlusconi ha precisato che la sua candidatura fu lanciata con “una battuta scherzosa pronunciando entrando in Senato”, sebbene io “sono stato il primo nel ’94 ad evidenziare la necessità di questo cambiamento” e sebbene “so direttamente come il Paese sia difficile da governare”.

Prima dell’appello rivolto a tutte le forze politiche affinché diano un contributo al governo, il Cavaliere ha ribadito che la presidenza della Convenzione dovrà comunque essere affidata a un uomo del centrodestra, come da accordi con il centrosinistra.

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