Omicidio Melania Rea: la perizia sui Dna. Cane molecolare “inattendibile”

Delitto Rea: fugati i dubbi sui Dna isolati sul cadavere. Il cane molecolare che fiutò tracce di Melania è “inattendibile” per il consulente tecnico d’ufficio.

di remar


Sarebbe stato fugato ogni dubbio sulle tracce di Dna maschile e femminile isolate sul corpo di Melania Rea, uccisa il 18 aprile nel bosco delle casermette di Ripe di Civitella (Teramo).

Profili genetici non riconducibili né alla donna né al marito Salvatore Parolisi, unico indagato per l’omicidio e in carcere dal luglio scorso. Ne parla il Giornale di Puglia:

Gli inquirenti avevano infatti ordinato il prelievo di campioni di dna sia maschile che femminile per comprenderne la provenienza; l’ipotesi era quella che le tracce appartenessero a persone con cui la vittima avrebbe avuto contatto nelle ore antecedenti alla morte (…). Le indagini scientifiche compiute dai Ris hanno rivelato che i capelli appartengono al medico legale, la dottoressa Canestrari, che aveva effettuato i primi esami in fase preliminare.

E ancora:

Le tracce di dna femminili rintracciate sugli slip della vittima appartengono alla vicina di casa di Melania, Sonia; quelle maschili invece, di cromosoma Y, apparterrebbero al figlio di Sonia che la donna teneva in braccio mentre stirava delle robe in casa di Melania. Il dna isolato sotto l’unghia corrisponde invece a quello dell’estetista della vittima.

E sul fronte delle indagini c’è un’altra novità. Il consulente tecnico d’ufficio incaricato di fare una perizia sul cane molecolare che subito dopo la scoperta dell’omicidio fiutò le tracce di Melania ha considerato “inattendibile” il Bildhound. Dal Quotidiano d’Abruzzo:

Quel cane molecolare, dopo aver fiutato odori prelevati da indumenti della donna, si diresse verso una zona in particolare di Colle San Marco, nei pressi del monumento ai Martiri della Resistenza, in un percorso a metà tra le altalene e il bar-chiosco verso il quale il marito aveva detto di essersi diretta. Fino a oggi era l’unica labile traccia che restava della possibile presenza della donna lassù piuttosto che dove la procura ritiene fosse, ovvero nel boschetto di Ripe di Civitella. Fino a oggi perché il consulente tecnico d’ufficio che ha valutato il cane, un esemplare di Bildhound, nel corso di un test tenuto nelle settimane scorse in Piemonte, lo ha definito “inattendibile”.

Il cane molecolare è stato messo alla prova sullo stesso campione di abbigliamento umano assieme a un cane da valanga della Guardia di Finanza ancora in fase di addestramento: quest’ultimo ha trovato ben presto chi si doveva cercare, cosa che non è riuscita al cane molecolare sotto esame. La prova, secondo la Procura, confermerebbe quello che un’altra perizia tecnica, quella sulle celle telefoniche agganciate dal cellulare della vittima, avrebbe sottolineato: Melania il 18 aprile, il giorno della scomparsa, non era mai salita a Colle San Marco come ha raccontato il marito.

Via | Giornale di Puglia

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