Roma e la crisi economica, fra debiti e imprese che crescono

Numeri positivi quelli delle imprese romane nel 2009. Numeri in crescita, se il saldo fra quelle che chiudono e le nuove aperte è pari all’1.5%, contro una media dello 0.3% italiano, secondo i dati della Camera di Commercio.Anche l’occupazione diminuisce in maniera inferiore – per fortuna – rispetto al resto d’Italia: -0.2 % rispetto al

di sara10

Numeri positivi quelli delle imprese romane nel 2009. Numeri in crescita, se il saldo fra quelle che chiudono e le nuove aperte è pari all’1.5%, contro una media dello 0.3% italiano, secondo i dati della Camera di Commercio.

Anche l’occupazione diminuisce in maniera inferiore – per fortuna – rispetto al resto d’Italia: -0.2 % rispetto al -2.6% di media italiana. Buone notizie anche per quanto riguarda il possibile ‘rischio Grecia’. A differenza della Lombardia, la regione Lazio non ha investito in bond greci (e anche nella regione settentrionale l’allarme sembra quasi rientrato).

E fra l’altro i dati evidenziano due segnali positivi: il basso ‘debito’ procapite dei residenti capitolini (404 euro contro gli oltre tremila di Torino, indebitata causa Olimpiadi) e la cifra di investimenti, piuttosto cospicua, sempre procapite (oltre 700 euro).

Anche rispetto alla classifica dei Comuni più ricchi per introiti, troviamo che la Capitale è alle prime posizioni, dopo Venezia e Siena. Un’economia in ripresa? Il quadro, a ben indagare, non è così roseo. Infatti troviamo il calo dell’export (ben il 21%), e anche gli arrivi e le presenze dei turisti nella Capitale, che si attestano rispetto al 2008 a -1,3% e -1.9%. I turisti a Roma spendono anche meno (il 7.8% di spese in meno).

Inoltre, da questi dati (positivi) va esclusa una zona d’ombra importante: ovvero i debiti pregressi di Roma (si parla di circa 7 miliardi di euro) che dal marzo scorso non vengono conteggiati nella gestione ordinaria ma in quella commissariale, e che si sta ancora cercando di ripianare.

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