Verona, sgominata gang di nomadi responsabile di violenze di strada

La banda, composta da sinti, era stata soprannominata “Arancia Meccanica”

di guido

Era stata soprannominata, senza molta fantasia, “Arancia meccanica”, la gang di nomadi sinti che nel corso degli ultimi mesi si era resa responsabile di aggressioni e pestaggi nelle strade di Verona. Un soprannome dettato dalla brutalità delle violenze, perlopiù immotivate, che hanno colpito diversi ignari cittadini veronesi e soprattutto hanno attivato le forze dell’ordine del comune scaligero che sono riuscite ad assicurare alla giustizia i responsabili.

Questa mattina sono scattate le manette per sei persone, tra le quali un minorenne, tutti di etnia sinti e tutti provenienti dal campo nomadi veronese. Gli arrestati sono accusati di lesioni plurime aggravate e tentato omicidio. A partire dallo scorso febbraio e per diverse settimane, i sei si sono resi protagonisti di aggressioni particolarmente brutali e senza movente ai danni di inermi cittadini.

Per ora le vittime accertate sono sei, tutte finite in ospedale: la prima aggressione registrata è quella contro un atleta appena uscito dalla palestra, picchiato selvaggiamente nel parcheggio e solo miracolosamente riuscito a scappare. Un’altra aggressione particolarmente efferata, a marzo, è stata quella contro tre ragazzi che si trovavano fuori da un bar. In questo pestaggio è stata usata persino una mazza da golf, che si è spezzata sotto la furia dei colpi, e una delle vittime è stata operata alla testa per l’affondamento della scatola cranica.

In un’altra occasione un uomo era stato aggredito al semaforo e tirato fuori dalla sua auto dopo che gli aggressori avevano sfondato il lunotto. Era stato picchiato anche un immigrato intervenuto per difendere la vittima. Inizialmente gli inquirenti non avevano messo in relazione fra loro le varie aggressioni, avvenute in momenti diversi e con modalità differenti, anche se accomunate dalla brutalità e dalla mancanza di un movente. In un secondo momento gli identikit e le testimonianze hanno portato sulla pista giusta e all’arresto dei responsabili.