Il giudice più lento d’Italia: Edi Pinatto rimosso dall’ordine giudiziario

Parlammo della storia del giudice Edi Pinatto nel marzo scorso, con un’ironica richiesta di colletta per aiutare il povero giudice a depositare la sentenza di un processo per mafia. Pinatto ci mise ben 8 anni a depositare la sentenza e grazie alla sua negligenza, nel frattempo, gli uomini di Cosa Nostra – favoreggiatori di Bernardo

di fabio

Parlammo della storia del giudice Edi Pinatto nel marzo scorso, con un’ironica richiesta di colletta per aiutare il povero giudice a depositare la sentenza di un processo per mafia.

Pinatto ci mise ben 8 anni a depositare la sentenza e grazie alla sua negligenza, nel frattempo, gli uomini di Cosa Nostra – favoreggiatori di Bernardo Provenzano – venivano messi in libertà. Tra questi Giuseppe Lombardo, Carmelo Barbieri, Maria Stella Madonia e Giovanni Santoro.

La sezione disciplinare del Csm ha deciso proprio in questi giorni di rimuoverlo dall’ordine giudiziario perchè “incompatibile con la funzione del magistrato” e che il suo ritardo è stato “gravissimo, ingiustificato e ha provocato danni irreversibili, violando l’essenza stessa della funzione giurisdizionale, la sostanza a cui si lega l’immagine, la credibilità della magistratura”. Nel nostro articolo precedente una commentatrice gli augurò la galera. Galera scampata invece, ma posto di lavoro perso. Bisogna accontentarsi.

Interessanti le parole del difensore:

La gravità del danno c’è stata, ma occorre tenere conto del carico di lavoro a cui è stato sottoposto il magistrato. Alla fine è andato nel pallone.

Ci sono voluti otto anni e sette mafiosi scarcerati per rendersi conto di essere nel pallone. Bastava una vacanza, Edi.

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