Ciarrapico e le ipocrisie del Partito Democratico

Ieri la notizia ha rimbalzato ovunque, a partire dall’intervista uscita su Repubblica in cui ricordava il fascismo – di cui è stato simpatizzante in gioventù – come “mai rinnegato, una fonte di gioie e dolori“. Ma Giuseppe Ciarrapico, contestatissimo presidente della Roma nei primi anni ’90, padrone delle Terme di Fiuggi, oggi editore di quotidiani

Ieri la notizia ha rimbalzato ovunque, a partire dall’intervista uscita su Repubblica in cui ricordava il fascismo – di cui è stato simpatizzante in gioventù – come “mai rinnegato, una fonte di gioie e dolori“. Ma Giuseppe Ciarrapico, contestatissimo presidente della Roma nei primi anni ’90, padrone delle Terme di Fiuggi, oggi editore di quotidiani piuttosto letti (?) nel centro Italia, nel Lazio e nel Molise soprattutto, non lo sa neanche, ma aderisce ad un fascismo di maniera.

Vi aderisce come uno che può essere nato nel 1934 e che alla fine del secondo conflitto mondiale aveva nove anni: come uno che ha nostalgia di quando era giovane, e di qualcosa che in realtà non ha mai conosciuto. Riempire le redazioni di busti di Benito Mussolini non è il massimo del buongusto, ma è un altro discorso; che Veltroni e gli ex compagni del PD vengano a rinfacciare a Ciarrapico di non candidarsi un altro ancora.

Come ricorda Il Giornale il 14 marzo del 2007, l’editore noto anche come Er Ciarra definì Goffredo Bettini “uno straordinario cervello, un politico fine, colto e arguto“. Ad un dibattito organizzato dal PD. Lui, il fascista che non ha mai rinnegato niente. Che rinneghino loro la Binetti.

Foto: Il Giornale