Incipit noir – Il poeta assassinato

[…] Il Casinò emergeva dalla foresta di alberi rari dei suoi giardini. Francois des Ygrées lo guardava. Quel palazzo rammentava un uomo acquattato che leva le braccia al cielo. Francois de Ygrées udì accanto a sé un invisibile Demone: “Guarda quel palazzo, Francois; è a immagine dell’uomo. E’ socievole quanto lui. Ama chi lo visita

[…] Il Casinò emergeva dalla foresta di alberi rari dei suoi giardini. Francois des Ygrées lo guardava. Quel palazzo rammentava un uomo acquattato che leva le braccia al cielo. Francois de Ygrées udì accanto a sé un invisibile Demone: “Guarda quel palazzo, Francois; è a immagine dell’uomo. E’ socievole quanto lui. Ama chi lo visita e soprattutto chi è sfortunato in amore. Va’ e vincerai, perché quando si è sfortunati in amore come te non si può perdere al gioco”.
Erano le sei, l’Angelus risuonò da tutte le chiese dei dintorni. Lo squillare delle campane prevalse sulla voce dell’invisibile Demone che tacque, mentre Ygrées lo cercava.

Il poeta assassinato – Guillaume Apollinaire. Tristouse Ballerinette acceca con la punta dell’ombrello un occio a Croniamantal, dopo che i suoi persecutori lo hanno ferito all’altro occhio. Segno della crudeltà femminile, il poeta assassinato è un nero racconto dell’amore perduto, della dignità ferita e del demone che regna dentro ognuno di noi. L’amore per Apollinaire, come un nuovo Amleto, è una “malattia vergognosa”.