Ore 12 – Crisi politica Made in Italy: e se la via fosse quella inglese di Clegg e Cameron?

Quel che si è visto nelle “vacanze romane” del rais libico Gheddafi e quel che si è sentito sulle “milizie” della rossa Brambilla per contestare Fini a Mirabello sono uno spaccato dell’italietta formato Berlusconi. Ma sono anche il frutto di questa Italia formato seconda Repubblica, del fallimento di un sistema politico che vive sulla demonizzazione

Quel che si è visto nelle “vacanze romane” del rais libico Gheddafi e quel che si è sentito sulle “milizie” della rossa Brambilla per contestare Fini a Mirabello sono uno spaccato dell’italietta formato Berlusconi.

Ma sono anche il frutto di questa Italia formato seconda Repubblica, del fallimento di un sistema politico che vive sulla demonizzazione dell’avversario (esterno e interno), che ha mandato ko sia governi di centrodestra, sia governi di centrosinistra.

Insomma, Berlusconi ha pesanti responsabilità, ma non è tutta colpa sua se il Paese è così mal ridotto.

L’Italia resta nella tenaglia di una crisi economica durissima. Il Paese è bloccato, con la crescita attorno lo zero: così non c’è futuro. Il governo ha sforbiciato a vanvera,, colpendo i più deboli e tagliando settori fondamentali.

L’opposto di quanto fatto in Germania dalla Merkel (per non parlare di Obama) che ha investito oltre venti miliardi di euro in ricerca, conoscenza e sviluppo.

La situazione rischia di precipitare, sia per la crisi della maggioranza di governo, ma anche per l’inconsistenza delle opposizioni. Perché non resettare?

Per fare cosa? In Gran Bretagna i liberali di Clegg e i conservatori di Cameron hanno stretto una inedita alleanza per governare la crisi.

In Italia, Berlusconi ha promesso miracoli: taglio delle tasse e milioni di posti di lavoro. Il risultato è un disastro. In Inghilterra il governo ha detto la verità sulla crisi chiamando tutti ai remi. E la politica ha dato l’esempio.

Non può essere una strada (pro tempore) anche per l’Italia?