In carcere Bruno Lanza, uomo «nel cuore» di Antonio Iovine

Arresto eccellente ieri sera in Campania:Si tratta di Benito Lanza, quarantenne affiliato al clan che fa capo a Francesco Schiavone detto “Sandokan” e nello specifico legato al gruppo di Antonio Iovine detto “o’nin”. Il malvivente è ritenuto capo zona della cosca camorristica di Casal di Principe per l’area di Frignano. Assolto in primo grado nel

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Arresto eccellente ieri sera in Campania:

Si tratta di Benito Lanza, quarantenne affiliato al clan che fa capo a Francesco Schiavone detto “Sandokan” e nello specifico legato al gruppo di Antonio Iovine detto “o’nin”. Il malvivente è ritenuto capo zona della cosca camorristica di Casal di Principe per l’area di Frignano.

Assolto in primo grado nel processo Spartacus (qui i dettagli), era destinatario di un’ultima ordinanza di custodia cautelare emessa emessa a fine maggio, cui si sera sottratto. Leggete il pezzo di Rosaria Capacchione su Il Mattino, Crolla l’impero di Iovine, 54 in manette:

In carcere sono finiti imprenditori, meccanici, fiancheggiatori, esattori del racket, finanziatori delle attività del gruppo, il fratello di Iovine – Giuseppe, ex vigile urbano a San Cipriano – e il nipote Oreste; denunciato il figlio Oreste, all’epoca dei fatti ancora minorenne. E poi: un cancelliere in servizio alla Corte di Appello di Napoli, Antonio Orefice; due funzionari della sede di Capua della banca di Roma, Vincenzo De Pascale e Luigi Di Grazia. Manca all’appello la moglie di Iovine, Enrichetta Avallone; e mancano i fratelli Renato e Francesco Grasso, i napoletani che gestivano con Mario Iovine (parente del ninno) il business dei videogiochi e, soprattutto, delle scommesse on-line: a Caserta e Roma, base logistica di Mario e Antonio Iovine che da anni gestiscono locali notturni (come il «Gilda»), ristoranti («Il destriero»), caseifici. Mario Iovine, noto con il nomignolo di «rififì», ieri mattina non è stato trovato nella sua casa di Acilia. È stato arrestato più tardi, nello stesso comune. Ancora latitanti Antonio Iovine e Michele Zagaria, Corrado De Luca, Benito Lanza. In cella, tra gli altri, Paolo Bianco e Giacomo Capoluongo, Nicola Della Corte e Gianfranco Maddalena.

In precedenza, la sua carcerazione era stata oggetto di notizie perchè aveva portato all’arresto di Antonio Orefice, cancelliere presso la Procura generale di Napoli, consigliere comunale di centro destra ad Orta di Atella, vicepresidente del consiglio comunale eletto nella primavera del 2005 grazie ai voti della Camorra. Spiega Saturnonet:

Per il pm il 30 settembre 2004 Bruno Lanza si incontrò con Raffaele Garofalo e Antonio Orefice. “Tra le due persone con cui parla Bruno Lanza c’è una buona amicizia a livello politico” si legge nell’ordinanza “Ed è effettivamente – scrive il giudice- Garofalo ed Orefice condividono impegno e militanza politica”. Per impedire che l’esecuzione della pena per Lanza diventi effettiva”sembra che sia concordato di sottrarre il fascicolo, per guadagnare tempo”. E la contropartita non sarà rappresentata da soli soldi ma prevede un appoggio politico, in vista della candidatura alle elezioni provinciali. “Accettava la promessa di una somma di denaro e del voto elettorale dei Lanza e del gruppo da loro partecipato a fronte del suo impegno per intervenire nei confronti del custode del fascicolo di esecuzione al fine di ritardare l’emissione dell’ordine di esecuzione della sentenza della Corte di Appello di Napoli nei confronti di Bruno Lanza e comunque informare il destinatario dell’ordine” si legge nel provvedimento a carico di Orefice.

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