Ore 12 – Il solito Pd: due galli nel pollaio e i piedi in due staffe

Mentre il sultanino Silvio Berlusconi “gioca” con il rais Gheddafi svendendo per trenta denari la dignità dell’Italia, i partiti di opposizione fanno … festa. Nei prossimi giorni, infatti, l’Api di Rutelli, l’Udc di Casini, il Pd di Bersani, cercheranno di definire le loro linee politiche nelle rispettive kermesse. Il più atteso è il Partito democratico,

Mentre il sultanino Silvio Berlusconi “gioca” con il rais Gheddafi svendendo per trenta denari la dignità dell’Italia, i partiti di opposizione fanno … festa.

Nei prossimi giorni, infatti, l’Api di Rutelli, l’Udc di Casini, il Pd di Bersani, cercheranno di definire le loro linee politiche nelle rispettive kermesse.

Il più atteso è il Partito democratico, già surriscaldato dal nuovo scontro animato dai duellanti di sempre, Veltroni e D’Alema.

Il primo nodo è quello relativo al sistema elettorale: modello tedesco? Ritorno al “Mattarellum”? Conferma del “Porcellum”?

Per il Pd, guarda caso diviso, è questione fondamentale che va ben oltre le regole del voto, investendo l’identità del partito e, concretamente, le alleanze. Questo è il punto.

L’assetto bipolare ma non bipartitico di D’Alema si basa su di un Pd alleato con il Terzo polo (Udc, Api ecc.), quindi con il Pidì spostato a “sinistra”, alleato con i moderati del centro lasciando fuori Sel, la sinistra storica e l’Idv.

L’alternativa è il patto d’acciaio con l’Idv, Vendola e i post comunisti.

La terza via veltroniana a vocazione maggioritaria è solo un altro regalo a Berlusconi. Bersani, pur giocando di sponda, fa capire che il prospettato Nuovo Ulivo non è la vecchia ammucchiata dell’Unione.

Tradotto vuol dire che l’alleanza non sarà quella che va da Casini a Vendola. Allora? Allora presto tutti i nodi (alleanze, programmi, leadership) verranno al pettine e il Pd non potrà più tenere i piedi in due staffe.