Ore 12 – Berlusconi si converte all’andreottiano “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”

Dove eravamo rimasti? Al divieto di Bossi di allargare la maggioranza all’Udc e al “no” al voto subito. Di nuovo c’è solo l’impegno del premier di dare gli “ordini” per la campagna televisiva d’autunno al fido Emilio Fede nella colazione di Lesa sul Lago Maggiore e soprattutto implementare il business di famiglia con l’amico Gheddafi.

Dove eravamo rimasti? Al divieto di Bossi di allargare la maggioranza all’Udc e al “no” al voto subito.

Di nuovo c’è solo l’impegno del premier di dare gli “ordini” per la campagna televisiva d’autunno al fido Emilio Fede nella colazione di Lesa sul Lago Maggiore e soprattutto implementare il business di famiglia con l’amico Gheddafi.

Berlusconi sembra far suo il detto andreottiano “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”, lasciando il governo nello stagno del “fare niente”.

Non sarà facile, perché l’esecutivo vivrà ancora di più alla giornata, rincorrerà polemiche e trattative infinite, per cercare di salvaguardare sui singoli provvedimenti una maggioranza che è politicamente sconfitta e morta.

Così non si farà nessuna riforma. Il premier alla fine getterà la spugna, incolpando Fini di averlo tradito e boicottato.

Già, Fini. Cinico, sornione, salamandra nella guerriglia alla “vietnamita”, l’ex leader di An gioca allo “stop and go”: l’obiettivo è prendere tempo, cuocere a fuoco lento il Cavaliere, decidere di staccare la spina al governo quando sarà tempo.

Se Berlusconi non è in grado di costruire subito una nuova alleanza di centrodestra e tornare al voto, è spacciato.

Appena il terzo polo, o come si chiamerà, prenderà corpo, la nuova unità di un nuovo centro-sinistra sarà cosa fatta. Per governare? Forse no.

Sicuramente per mandare a casa Berlusconi. Poi chi vivrà, vedrà.