‘Ndrangheta: a Catanzaro sequestrati 8 milioni di beni

Tutti gli immobili e quote di società confiscati sono riconducibili a Carlo Samà, arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso.

di andreas

Otto milioni di euro di beni confiscati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro. I mobili e immobili sono tutti riconduncibili a Carlo Samà, 58 anni, imprenditore amanteano del settore della raccolta dei rifiuti che è stato condannato in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso durante l’operazione “Nepetia” contro la ‘Ndrangheta.

I beni sequestrati riguardano quote di società, decine di immobili (tra questi spicca una quota di palazzo baronale del 1700) e mezzi industriali. Tra cui “Sama’ Carlo srl” “Servizi Ambientali srl”, “Amagestioni srl”, “Amambiente srl”, “Tirreno Servizi srl”, “Ecosud srl”. Tutte società, tranne una, con sede ad Amantea. Inoltre mobili registrati, mezzi industriali e svariati rapporti finanziari.

Carlo Samà, detenuto e sorvegliato speciale, fu appunto coinvolto nell’operazione “Nepetia” contro le cosche del cosentino. Nel corso delle verifiche è anche emerso che l’imprenditore, nel 2007, ha ottenuto un prestito di 900 mila euro da un istituto di credito attraverso il quale effettuava attività per l’acquisto di titoli o di quote societarie.

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