Ore 12 – E adesso, con il “governicchio”? Povero Berlusconi …

E’ dura, per Silvio Berlusconi, digerire le “sarde” buttate giù a Villa Campari, sul Lago Maggiore, e capire che è nelle mani di uno come Umberto Bossi. Già, cos’è oggi il premier, se non un “ostaggio” del Senatur? Cos’è rimasto del portentoso Governo del fare, se non un governicchio del tirare a campare? Che resta

E’ dura, per Silvio Berlusconi, digerire le “sarde” buttate giù a Villa Campari, sul Lago Maggiore, e capire che è nelle mani di uno come Umberto Bossi.

Già, cos’è oggi il premier, se non un “ostaggio” del Senatur?

Cos’è rimasto del portentoso Governo del fare, se non un governicchio del tirare a campare? Che resta delle baldanzose, prepotenti e arroganti armate della più forte maggioranza mai vista in Italia, se non gruppetti, bande e cricche impaurite e con la coda fra le gambe?

Dov’è finito l’assordante richiamo al “popolo sovrano”, oggi che le urne sancirebbero la definitiva debacle del Cavaliere e del berlusconismo?

Il “ghe pensi mi” in 15 anni ha azzoppato il Paese, in pochi mesi ha dilapidato un capitale politico enorme.

Ora, gli imprenditori, per bocca di Emma Mercegaglia, vogliono un governo “che faccia le cose e non si limiti a vivacchiare”.

Ma i governicchi non governano, vivono la loro agonia politica, alla giornata. Vedono fantasmi e nemici ovunque, terrorizzati da chiunque si avvicini a un interruttore.

L’Unto del Signore, sempre meno leader e sempre più ducetto in sedicesimo, non tuona più, ammutolito, pieno di rancore e paura per un futuro prossimo denso di incognite.

Adesso è nell’angolo del ring. Dopo Palazzo Chigi, per il Cavaliere, c’è il vuoto, solo il vuoto politico. Altro che Quirinale!