Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Stati Uniti e terrorismo: online nuovi documenti di Wikileaks. Il sito di Julian Assange torna alla carica. Dopo il polverone sollevato dalla pubblicazione dei 76.000 documenti dell’Afghan war diary, ieri Wikileaks ha messo online un rapporto della Cia in cui si parla senza mezzi termini degli Stati uniti come esportatori di terrorismo. Il rapporto, datato

Stati Uniti e terrorismo: online nuovi documenti di Wikileaks. Il sito di Julian Assange torna alla carica. Dopo il polverone sollevato dalla pubblicazione dei 76.000 documenti dell’Afghan war diary, ieri Wikileaks ha messo online un rapporto della Cia in cui si parla senza mezzi termini degli Stati uniti come esportatori di terrorismo.

Il rapporto, datato 2 febbraio 2010 e classificato come segreto, è stato redatto da una sezione della Cia denominata Red Cell, incaricata dal Direttore dell’Agenzia di stimolare un dibattito interno per fornire punti di vista alternativi su varie tematiche.

Il Red Cell Memorandum afferma che “contrariamente all’opinione comune, l’esportazione americana di terrorismo o terroristi non è un fenomeno recente, né è stata solamente associata con gli integralisti islamici o le popolazioni di origine mediorientale, africana o del sud-est asiatico.”

Nelle tre pagine del documento si elencano alcuni casi in cui gli Usa hanno fornito finanziamenti o supporto per attentati compiuti da terroristi islamici, ebrei o nazionalisti irlandesi.

Il rapporto si conclude paventando le possibili conseguenze qualora l’opinione pubblica internazionale dovesse prendere coscienza di questa situazione e del doppio standard degli Stati Uniti nell’applicazione della legislazione internazionale.

Secondo il memorandum, potrebbe cessare la cooperazione delle autorità di altri Paesi nelle renditions (i rapimenti di presunti terroristi fuori dai confini degli Stati Uniti), si potrebbe arrivare all’arresto di agenti Cia all’estero e diversi Stati potrebbero decidere di non condividere più con gli Usa informazioni riservate relative al terrorismo.

Come esempio di rischi di questo tipo, si cita il caso dell’inchiesta della magistratura italiana in merito al rapimento dell’imam egiziano Abu Omar nel 2005 e la conseguente richiesta di arresto per gli agenti Cia coinvolti nell’operazione.

La Cia si è affrettata a minimizzare la portata del documento pubblicato da Wikileaks. Il portavoce dell’Agenzia George Little ha dichiarato che i documenti sono semplicemente analisi (“sort of analytic products”) funzionali al dibattito inerno.

Un altra fonte ufficiale dell’intelligence Usa, citata dalla Cnn, ha dichiarato che il Red Cell Memorandum non sarebbe un documento fondamentale (“blockbuster paper”), anche se ammette che sia sempre fastidioso che informazioni riservate vengano divulgate in modo inappropriato.