Ore 12 – Berlusconi e Fini, chi resta con il cerino in mano?

Anche il non esaltante gioco del cerino durerà poco. Questo palleggiarsi la palla l’un l’altro (che tradotto significa Berlusconi che vuole incolpare Fini, e viceversa, per la eventuale caduta del governo con probabile sbocco del voto anticipato) terminerà con la riapertura del Parlamento. Anzi, proprio oggi ci sarà un assaggio del’aria che tira in casa

Anche il non esaltante gioco del cerino durerà poco.

Questo palleggiarsi la palla l’un l’altro (che tradotto significa Berlusconi che vuole incolpare Fini, e viceversa, per la eventuale caduta del governo con probabile sbocco del voto anticipato) terminerà con la riapertura del Parlamento.

Anzi, proprio oggi ci sarà un assaggio del’aria che tira in casa Pdl, con il vertice romano del “fu” partito del “predellino”.

A Palazzo Grazioli il premier farà finta di rilanciare l’azione del governo che non c’è più, i finiani faranno finta di non sentire, e di fatto Berlusconi darà l’ok per predisporre la gioiosa macchina da guerra e tentare di fare cappotto nelle imminenti (?) elezioni anticipate.

Già, perché il Cavaliere non vuole cuocere a fuoco lento sotto i durissimi colpi dei finiani (ieri la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con FareFuturo che “scopre” nel cavaliere il Caimano e spiega il berlusconismo come un mix di “editti bulgari”, “propaganda stupida e intontita” e altre amenità, peggio di Santoro e Travaglio) e non vuole concedere all’ex cofondatore alcun vantaggio nel costruire un proprio partito e relative alleanze anti Cav.

L’ultimo (?) ostacolo è la scelta della data: il premier vuole aprire le urne a novembre e il “padroncino” Bossi punta sul voto ai primi di dicembre, giusto in tempo per il panettone natalizio. Non fa una grinza. Napolitano permettendo.

Questo agosto pieno di fumo velenoso, lascerà presto spazio ai venti di guerra. In attesa delle prime dense brume autunnali. Tanto si sa già chi paga il conto.