Scilla, cosca Nasone-Gaietti: 7 arresti

Sono accusati di associazione mafiosa, tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose e intestazione fittizia di beni

    14.49I nomi degli arrestati sono Francesco Nasone, 41 anni, Matteo Gaietti, 55 anni, Rocco Gaietti, 49 anni, Antonino Calabrese, 33 anni, Carmelo Calabrese, 41, Angelo Carina, 46 anni e Rocco Delorenzo, di 32 anni. Secondo l’antimafia reggina il gruppo esercitava una capillare pressione su tutto il tessuto economico di Scilla, attraverso il racket delle estorsioni esercitato sui piccoli imprenditori locali, sui commercianti, ma anche sulla grande impresa appaltatrice dei lavori sulla A3. Gli inquirenti spiegano che: “I danneggiamenti, pianificati nei minimi dettagli, ed accompagnati dalla minuziosa conoscenza delle aree di cantiere da parte degli arrestati, erano finalizzati a mettere i responsabili delle varie ditte in contatto con gli emissari criminali di volta in volta designati, come condizione necessaria al regolare proseguimento dei lavori. Quasi sempre la stessa la dinamica: danneggiamento a mezzo incendio o corpo contundente dei macchinari di lavoro, a bordo dei quali veniva solitamente collocata una bottiglia contenente del liquido, avvolta da nastro isolante e dotata di miccia. La conoscenza precisa dei luoghi e delle realtà lavorative delle ditte impegnate era talvolta favorita dalla assunzione presso le stesse ditte di accoliti che diventano veri e propri collegamenti con i criminali di riferimento. Nel caso in cui il segnale non veniva immediatamente recepito, veniva attuata una escalation di intimidazioni fino a raggiungere gli obiettivi desiderati’’.

    Il procuratore capo di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, ha chiarito che alla positiva conclusione dell’indagine hanno collaborato gli estorti, aggiungendo che la ‘ndrangheta si può contrastare efficacemente se si superano paura e omertà: “Particolarmente significativa è la circostanza che oltre alle tradizionali attività tecniche vi è stata anche una collaborazione da parte degli stessi estorti, una circostanza particolarmente positiva se la consideriamo in un panorama desertico qual è quello in cui ci troviamo a operare in cui la denuncia piuttosto che un fatto isolato appare un fatto inesistente. La denuncia di uno può esporre a rischio, la denuncia di tutti non espone nessuno e protegge tutti. La ‘ndrangheta si batte soprattutto battendo l’omertà”.

Sono sette gli arresti eseguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria in una operazione contro la cosca Nasone-Gaietti ritenuta egemone sul territorio Scilla. L’ordinanza di custodia cautelare è stata messa dal tribunale della città dello Stretto che ha così accolto le richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.

Le accuse a carico degli arrestati vanno dall’associazione mafiosa, alla tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose fino all’intestazione fittizia di beni. Secondo gli inquirenti l’attività investigativa ha appurato:

“l’esistenza a Scilla di un’associazione mafiosa denominata cosca NASONE-GAIETTI costituita ed organizzata al fine di assumere il controllo sul territorio del comune di Scilla delle attività economiche, degli appalti pubblici e privati a mezzo estorsioni, intimidazioni sugli imprenditori, avvalendosi per dette finalità della forza e dell’intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento che ne deriva”.

L’operazione, ribattezzata Alba di Scilla 3, segue il filo delle indagini avviate nel 2011 contro il clan di ‘ndrangheta che ha già portato all’arresto di 17 presunti affiliati e al sequestro di beni per oltre 15 milioni di euro.

© Foto TMNews

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