Ore 12 – Berlusconi e Fini, basta! A che gioco giochiamo?

Dal piano inclinato, la politica italiana non si schioda. Anzi, pare proprio sprofondare verso un fondo inquietante. I “nemici” non sono più identificabili nella destra contro la sinistra, o viceversa e combattuti ideologicamente e politicamente. Il Pdl ha inaugurato una nuova era, quella della guerra interna a colpi di dossier, guerra senza quartiere, tipo gli

Dal piano inclinato, la politica italiana non si schioda. Anzi, pare proprio sprofondare verso un fondo inquietante.

I “nemici” non sono più identificabili nella destra contro la sinistra, o viceversa e combattuti ideologicamente e politicamente.

Il Pdl ha inaugurato una nuova era, quella della guerra interna a colpi di dossier, guerra senza quartiere, tipo gli ultimi giorni di Berlino, per snidare e annientare anche l’ultimo resistente.

In un anem, il miglior amico alleato di ieri diventa il peggior nemico traditore di oggi: una battaglia sorda e buia, di colpi bassi, dove non si fanno prigionieri.

Lo sfarinamento del partito del “predellino” riporta ai periodi più tetri della storia d’Italia, facendo cadere maschere sotto le quali si intravedono loschi figuri.

L’uso dei dossier contro Gianfranco Fini e le controaccuse dei finiani contro Silvio Berlusconi non rappresentano solo il fallimento dell’ex Partito della libertà ma sono il lascito della pianta velenosa del berlusconismo.

Visto il peso (e il ruolo) del Cavaliere, la rissa politica si è ben presto trasformata in rissa istituzionale.

Il bombardamento da Kgb sovietico contro Fini, evidentemente e vergognosamente supportato dai Servizi di sicurezza, ha fatto scattare la reazione opposta dei finiani.

Con un contrattacco al vetriolo “non solo ricordando – come scrive Eugenio Scalfari su Repubblica -fatti antichi e non sanate illegalità del Cavaliere, ma indicando temi recenti di gravissima portata e cioè: l’uso dei Servizi di sicurezza per distruggere gli avversari politici del premier, rapporti di comparaggio del presidente del Consiglio con il primo ministro russo Putin; analoghi rapporti di comparaggio di Berlusconi con il leader libico Gheddafi”.

Qui siamo, in bilico fra farsa e tragedia, tra ombre e lampi che richiamano le più becere dittature. E’ in crisi la democrazia, che vive di equilibrio di poteri e di esercizio del controllo.

Basterà la sapienza di Giorgio Napolitano per difendere la Costituzione e non mandare a picco il Paese? Il comprensibile distacco degli italiani, se perdura, può diventare colpevole connivenza.