Ore 12 – Quelli che (nel Pd) spaccano il capello “in quattro” …

Arieccoli, quelli che spaccano “in quattro” il capello! Specie nel Pd, sempre pronti a “distinguersi”, fare sgambetti al segretario di turno. Il “perfettino” Ignazio Marino è “contrario all’alleanza di tutte le opposizioni” proposta ieri da Bersani “per mandare a casa Berlusconi”. E’ contrario perché sa … di vecchio. E poi, suvvia!, dov’è sta la regola

Arieccoli, quelli che spaccano “in quattro” il capello! Specie nel Pd, sempre pronti a “distinguersi”, fare sgambetti al segretario di turno.

Il “perfettino” Ignazio Marino è “contrario all’alleanza di tutte le opposizioni” proposta ieri da Bersani “per mandare a casa Berlusconi”. E’ contrario perché sa … di vecchio.

E poi, suvvia!, dov’è sta la regola della “cavalleria”, mettendosi in quattro, cinque, sei contro uno solo? Un pool contro il “povero” … Berlusconi!

Forse si scambia il fair play con la dura lotta politica: di fronte alla tragedia sanguinaria del nazifascismo gli alleati furono costretti a rispondere con altrettanta violenza, fino alla bomba atomica usata dagli americani in Giappone per chiudere la partita. Non siamo ovviamente a tanto.

Ma dura lotta politica è: in palio c’è la sorte dell’Italia.

Di fronte a un avversario che non si risparmia, non fa prigionieri, gioca sempre il tutto e per tutto per salvarsi e preservare il proprio potere, che si deve fare?

Se Berlusconi impersonifica una politica fallimentare e fallita, se quella politica porta il Paese alla rovina, altra strada non c’è che far saltare quel disegno, unendo tutte le forze democratiche necessarie.

Con il voto, sì. Ma no con regole “truccate”, com’è quella elettorale del “porcellum”.

Berlusconi ha costruito un impero economico, finanziario, di comunicazione che nessuno in Europa ha. E’ in grado di “formare” un orientamento politico e culturale a suo uso e consumo.

Scrive Concita De Gregorio: “ Il Cavaliere compra corrompe e corrode qualunque cosa gli capiti a portata di sguardo. Il suo nemico numero uno è il sapere: ha ridotto gli italiani ad un popolo di teledipendenti, ha disarticolato la scuola l’università la ricerca, ha sbeffeggiato e combattuto ogni forma di intelligenza che non fosse quella attivata dalle tette e dai culi dei suoi Drive In. Ha occupato i punti nevralgici dello Stato, anche questo era scritto nel piano di Gelli, le amministrazioni e i sottopancia sono suoi dipendenti. Così sono fiorite le cricche, gli affari, i condoni e i bingo, i truffatori di mestiere che costituiscono il sottobosco del suo giardino”.

Tutto vero, e di più. E stiamo ancora a spaccare in quattro il capello?