Famiglia Cristiana sbaglia ad attaccare il Governo di Silvio Berlusconi

L’ampio spazio occupato da Famiglia Cristiana, che sul numero in edicola ha espresso il proprio disappunto verso gli esponenti politici che amministrano i beni pubblici solo per favorire i propri interessi, non può essere giustificato con il periodo dell’anno in cui esce la notizia.Per trovare storie, o pareri, più incisivi sul Governo sarebbe sufficiente non


L’ampio spazio occupato da Famiglia Cristiana, che sul numero in edicola ha espresso il proprio disappunto verso gli esponenti politici che amministrano i beni pubblici solo per favorire i propri interessi, non può essere giustificato con il periodo dell’anno in cui esce la notizia.

Per trovare storie, o pareri, più incisivi sul Governo sarebbe sufficiente non soffermarsi sulle prime pagine dei quotidiani che alla polemica della, cattolica, Caritas (secondo la quale l’intesa dell’amministrazione Berlusconi con la Libia non ha diminuito l’immigrazione clandestina) se ne sarebbero occupati meglio se sul Presidente della Camera il Giornale non avesse, giustamente, indagato.

La sterile polemica del settimanale, che oltre ad attaccare l’attuale classe politica ne ha richiesta una nuova e più cattolica, viene redatta nelle stesse settimane in Italia gli amministratori hanno manifestato la propria fedeltà verso Papa Benedetto XVI e ciò che rappresenta.

Famiglia Cristiana, forse, si è già dimenticata della promozione benedetta dalla Maggioranza quanto dall’Opposizione di Michele Vietti che di recente ha lasciato l’Udc per il Consiglio Superiore della Magistratura.

All’uomo, come sottolineato anche da Paola Concia (lesbica dichiarata ed esponente del Pd) a queerblog.it, si imputa l’affossamento della legge contro l’omofobia. Se oggi nel nostro Paese fosse in vigore un provvedimento di questo tipo probabilmente la stampa cattolica si lamenterebbe comunque.

Famiglia Cristiana, forse, ha preferito non approfondire la recente polemica che di fatto ha evidenziato molto più di tante teorie la morte del presunto grande centro. Nessun esponente di Futuro e Libertà ha solidarizzato con Benedetto Della Vedova, secondo il quale in Italia è necessario tutelare anche le coppie omosessuale.

L’ex radicale è stato attaccato, proprio a causa della sua posizione laica, da Paola Binetti attualmente allocata presso l’Udc.

Famiglia Cristiana, forse, non è a conoscenza delle dichiarazioni al limite del lecito che gli esponenti ecclesiastici di cui scrive sono avvezzi rilasciare, facendo trasparire anche una certa maleducazione, contro alcuni esponenti politici italiani.

Scrive Bruno Volpe per il sito Pontifex parlando del cortometraggio “Sposerò Nichi Vendola”:

“Uno stravagante regista propone alla Mostra del Cinema di Venezia un cortometraggio  dal titolo Sposerò Nichi Vendola. Dati i gusti e le inclinazioni perverse del Governatore, sicuramente sarà un uomo.

Ma come si fa a sposare Vendola? Chi avrebbe uno stomaco del genere? Ce ne vuole del coraggio, ma per aspirare a popolarità e magari finanziamenti per carrozzoni culturali o cinematografici, si ricorre anche a questo.

Pertanto suggeriamo una variante. Perché non hanno abbandonato Vendola da piccolo? Probabilmente tutti sarebbero stati meglio se fosse stato, prima di venire alla luce, vittima di un incidente di gravidanza, e in questo caso, non tutti i mali vengono per nuocere”.

Ognuno è ovviamente libero di avere un proprio giudizio sull’attività politica del governatore (e omosessuale dichiarato). Sostenere pubblicamente che sarebbe stato più utile alla società se fosse stato abortito mi pare un po’ eccessivo. E comunque contrario ai dogmi della Chiesa.

Famiglia Cristiana, così come altri settimanali, scommette su una provocazione per tutelare, paradossalmente se si ragiona sul magazine paolino, i propri interessi. Questo lecito ma perverso gioco, in taluni casi, avvia una vera e propria azione di marketing a cui gli esponenti politici, proprio per il ruolo che ricoprono, non dovrebbero prender parte proprio perché non sono i rappresentanti dei privati.

Carlo Giovanardi (Sottosegretario alla presidenza del Consiglio) prendendo le difese di Famiglia Cristiana sbaglia tanto quanto Rosy Bindi (Presidente del Partito Democratico) che si auspica dal settimanale un trattamento paritario tra tutti gli esponenti politici.

Sbaglia Leoluca Orlando (Portavoce dell’Idv), che sfrutta il pensiero di Famiglia Cristiana per attaccare Silvio Berlusconi, tanto quanto Giorgio Merlo (Vicepresidente della Commissione di Vigilanza RAI in quota Pd) che identifica nell’associazionismo il tallone d’Achille della comunità cattolica.

Se davvero la polemica di Famiglia Cristiana avesse avuto senso oggi i casi di omofobia sarebbero molti meno di quelli che vengono registrati ogni settimana. Invece…