Per la Casa di vetro all’Eur arriva il via libero definitivo del Consiglio comunale – In 36 mesi pronte “le torri” di Renzo Piano

Torri di Piano all’Eur, da oggi avanti tutta. Dopo ben sette sedute e quasi un mese di dibattito ieri sera il Consiglio comunale di Roma ha dato il via libera definitivo all’avvio dei lavori per l’abbattimento finale delle torri Ex Finanze e per la realizzazione dell’edificio chiamato anche “la Casa di vetro di Renzo Piano“.La


Torri di Piano all’Eur, da oggi avanti tutta. Dopo ben sette sedute e quasi un mese di dibattito ieri sera il Consiglio comunale di Roma ha dato il via libera definitivo all’avvio dei lavori per l’abbattimento finale delle torri Ex Finanze e per la realizzazione dell’edificio chiamato anche “la Casa di vetro di Renzo Piano“.

La delibera approvata dall’aula Giulio Cesare di Roma sblocca dunque un cantiere atteso da diversi mesi che si calerà magnificamente a fianco della nascente Nuvola di Fuksas. Per vedere l’opera conclusa ci vorranno, da oggi, 36 mesi di lavoro, ovvero 28-30 di costruzione vera e propria e 6 per l’abbattimento degli scheletri delle torri Ex Finanze. Ma cosa conterrà la Casa di Vetro e che forma avrà la nuova gemma architettonica dell’archistar ligure?

Le Torri di Piano saranno un condominio di lusso a forma di C, realizzato in vetro e travertino, con una grande serra alta circa 30 metri . All’interno della serra ci saranno alberi di ogni tipo mentre alle sue spalle sarà realizzata una nuova piazza pubblica con servizi e negozi (confermati con un emendamento nonostante l’ok ad un precedente emendamento che sembrava averli vietati). Il costo dell’opera sarà tutto sulle spalle dei privati (Fintecna spa ed Alfiere spa) che, inoltre, saranno obbligati anche a realizzare opere concessorie per circa 33 milioni di euro (si parla del sottopasso Europa-Colombo). Un intervento meraviglioso di riqualificazione territoriale a cui ci auguriamo, però, seguano interventi ugualmente artistici ma più utili per risolvere l’emergenza casa a Roma. Seguono i punti di vista di Action, del Pd ed un’altra immagine del progetto.

Contrario all’operazione il consigliere di “Roma in Action”, Andrea Alzetta. “Con queste cifre – ha detto il leader di Action durante la prima sessione di dibattito in Campidoglio – non solo non si fa il sottopasso ma neanche gli asili nido e le altre opere previste dagli oneri concessori”. Stesso punto di vista quello espresso dal Pd che, durante tutto questo lungo mese, ha dato vita ad una battaglia d’aula di carattere ostruzionistico per cercare di far aumentare la somma di 33 milioni di opere concessorie ritenute “del tutto insufficienti” dal Consigliere Athos De Luca.

Nonostante il lungo dibattito, però, ora il cantiere può ripartire. E già si pensa anche al trasferimento del piccolo mercatino che sorge oggi sul largo marcipiede davanti all’opera di Renzo Piano.


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