Cesare Battisti rischia l’espulsione dal Brasile

L’ex terrorista Cesare Battisti rischia di essere espulso dal Brasile dopo che il Supremo tribunale di giustizia ha respinto il ricorso per la revisione della sua condanna per uso di falsi timbri sul passaporto.

Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo condannato in Italia e ora rifugiato politico in Brasile, rischia l’espulsione. Il Supremo tribunale di giustizia brasiliano ha respinto il ricorso dell’uomo a proposito della revisione della sua condanna per uso di falsi timbri sul passaporto con cui entrò nel Paese nel 2004.

Battisti era finito in manette nel 2007 e rilasciato il 9 giugno 2011 dopo quattro anni e quattro mesi di carcere a Brasilia. Di recente l’ex terrorista aveva chiesto la revisione di quella condanna e ora è arrivato il no che rischia di mettere a repentaglio la sua permanenza nel Paese.

Per il Tribunale non ci sono dubbi che Battisti abbia commesso quel reato e secondo la Legge brasiliana chi falsifica documenti per poter entrare o restare in Brasile deve essere espulso. La decisione finale spetta al ministro della Giustizia José Eduardo Cardozo, chiamato ad esaminare il caso.

Nonostante le amicizie influenti che Battisti è riuscito a stringere durante la sua permanenza – vi basti sapere che uno dei suoi legali, Luis Roberto Barroso, è da poco diventato un giudice della Corte suprema – la stampa locale si dice certa della sua espulsione.

Tutto dipenderà dalla presidente Dilma Rousseff. Il suo predecessore, Luiz Inácio Lula da Silva, si era fermamente opposto all’estradizione dell’ex terrorista, ma ora la situazione è drasticamente mutata: il Paese è invaso da importanti e violente proteste, il calo dei consensi comincia ad essere preoccupante. Per questo motivo, se si dovesse decidere per l’espulsione, la Presidente potrebbe non opporsi.

I legali di Battisti, intanto, hanno annunciato che presenteranno ricorso contro la decisione del Tribunale.

Foto | ©TMNews

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