Bologna, Silvia Caramazza uccisa e chiusa nel congelatore: fermato il fidanzato

Il cadavere era avvolto in un sacco e chiuso in un congelatore. I sospetti si concentrano sul compagno della donna, sparito nel nulla.

Giulio Caria, 34 anni, il compagno di Silvia Caramazza, la 39enne uccisa e ritrovata nascosta in un congelatore giovedì scorso a Bologna, è stato fermato oggi a Padru, in Sardegna. L’uomo, latitante da pochi giorni, era ricercato in quanto sospettato di essere l’autore del barbaro delitto.

Caria, originario di Berchidda, era tornato nella sua Sardegna. E’ indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Immediata la reazione dei familiari della vittima, affidata all’avvocato Fabio Pancaldi, che aspettano una risposta da lui:

Costui fino ad ora ha detto solo menzogne. Non abbiamo ancora la prova processuale che abbia ucciso Silvia. Speriamo che quando sarà davanti al gip dirà la verità su quel che è successo.

L’uomo, al momento, non ha fatto alcuna ammissione.

Silvia Caramazza uccisa e chiusa nel congelatore

Silvia Caramazza, 39 anni, era svanita nel nulla due settimane fa. Le sue amiche avevano cercato in ogni modo di mettersi in contatto con lei e dopo ogni tentativo risultato vano hanno deciso di rivolgersi alle autorità per denunciarne la scomparsa, non immaginando la terribile verità che si nascondeva dietro quella sparizione.

Il corpo senza vita della donna è stato rinvenuto nella sua abitazione al civico 28 di viale Aldini a Bologna. Era stato chiuso in un sacco e nascosto in un congelatore posizionato in una delle stanze da letto.

La testa fracassata, tracce di sangue sui muri della stanza. Nessun dubbio che si tratti di omicidio, resta da stabilire come siano andate davvero le cose. Sul comodino vicino al letto sono stati ritrovati farmaci e sonniferi, il cadavere indossava una tuta o un pigiama, segno che la donna possa esser stata aggredita durante il sonno.

Il compagno della donna, un imprenditore edile altamente sospettato del delitto, risulta irreperibile.

L’uomo era già stato sentito dagli inquirenti subito dopo la denuncia di scomparsa presentata dalle amiche di Silvia e il suo racconto non era stato convincente, tanto da aver spinto le autorità a effettuare una perquisizione nell’appartamento che i due dividevano a Bologna.

La caccia all’uomo prosegue, così come procedono i rilievi delle autorità e gli interrogatori di amici e conoscenti della coppia.