Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente: Israele, la responsabilità dei fatti della Freedom Fotilla è dell’esercito, non del Governo. Per lo meno è quanto ha affermato il Generale di brigata Aviv Kochavi di fronte al Comitato per gli Affari esteri e la Difesa del Parlamento israeliano, nel corso di un incontro a porte chiuse. Kochavi fa parte della Commissione

Medio Oriente: Israele, la responsabilità dei fatti della Freedom Fotilla è dell’esercito, non del Governo. Per lo meno è quanto ha affermato il Generale di brigata Aviv Kochavi di fronte al Comitato per gli Affari esteri e la Difesa del Parlamento israeliano, nel corso di un incontro a porte chiuse.

Kochavi fa parte della Commissione Eiland, l’organo d’inchiesta interno alle forze armate israeliane (IDF) che si occupa di fare luce sul sanguinoso assalto al convoglio umanitario dello scorso maggio.

“Come esercito abbiamo presentato le nostre competenze e abbiamo detto che avrebbe funzionato. In realtà non ha funzionato.” ha affermato Kochavi. L’ufficiale ha aggiunto che l’azione era stata approvata senza problemi, dopo essere stata presentata al ministro della Difesa e ai sette ministri che compongono il Gabinetto del Premier Netanyahu. Il Primo Ministro aveva incaricato del coordinamento dell’azione il Ministro della Difesa Ehud Barak, il quale ne aveva informato tutti i ministri e le forze armate.

Kochavi riferisce che la sensazione diffusa, al termine della presentazione di Barak, è che tutto fosse pronto e organizzato, quando invece non lo era. Secondo l’ufficiale la colpa principale dell’esercito consiste nel non aver presentato al Governo lo scenario peggiore, come invece avrebbe dovuto fare. Inoltre Kochavi lamenta lo scarso coordinamento tra i servizi segreti delle forze armate e la Marina militare.

Il resto è storia nota. L’assalto delle truppe dell’IDF alla nave turca Mavi Marmara si trasforma in un bagno di sangue con nove morti tra gli attivisti, come abbiamo avuto modo di raccontarvi anche attraverso la testimonianza diretta di chi si trovava a bordo. I quindici membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu chiedono un’indagine indipendente, ma Tel Aviv risponde picche e crea una commissione d’inchiesta interna gestita dall’esercito.

Kochavi ha rilasciato le sue dichiarazioni nel corso di un incontro al quale erano stati invitati solo i sette deputati più anziani del Parlamento israeliano e che si è svolto il 22 luglio scorso. Il quotidiano israeliano Haaretz afferma di aver ottenuto una copia di un rapporto non ufficiale del meeting e sostiene di aver avuto conferma dei suoi contenuti da alcuni dei partecipanti.

Secondo Haaretz, la fuga di notizie sarebbe parte di una lotta di potere tra l’entourage del Ministro della difesa Ehud Barak e Gabi Ashkenazi, il Capo di Stato maggiore generale delle forze armate, al quale era stato inoltrato il rapporto della Commissione Eiland dieci giorni prima dell’incontro di Kochavi con i parlamentari della Knesset.