The day after

E adesso il quadro è cambiato. Sia Berlusconi che l’opposizione si trovano ad agire in uno scenario impensabile fino a poco tempo addietro. Il “day after” lascia aperti molti interrogativi, ma un punto è chiaro: la più grande maggioranza parlamentare della storia repubblicana, già da molte settimane in affanno politicamente, non esiste più neppure sul

E adesso il quadro è cambiato. Sia Berlusconi che l’opposizione si trovano ad agire in uno scenario impensabile fino a poco tempo addietro.

Il “day after” lascia aperti molti interrogativi, ma un punto è chiaro: la più grande maggioranza parlamentare della storia repubblicana, già da molte settimane in affanno politicamente, non esiste più neppure sul piano squisitamente numerico. E’ questo il dato politico.

E’ davvero grave, oltre che irresponsabile, che il Premier non ne prenda atto e non tragga subito le debite conseguenze.

Questo Premier e questo Governo non sono più in grado di fare alcunché, in balia degli eventi dei giochi politici, in mano a Fini e al nuovo asse che ieri ha inferto un colpo durissimo non solo al governo, ma all’impalcatura ideologica e strutturale del “berlusconismo”.

Così, sulle macerie del partito del “predellino” e sullo smottamento/smarrimento berlusconiano, sullo sfarinamento del bipolarismo di cartapesta, nasce e cresce la “terza forza”.

Non ha un nome, non ha un programma, non ha un leader, ma c’è, ha battuto un colpo e ha in mano le chiavi del futuro della legislatura. Molto? Poco? Lo diranno le prossime settimane.

Non sono da escludere colpi di scena: anche che sia Bossi a sparigliare e spegnere la luce.

E il Pd? Franceschini ieri alla Camera ha alzato il tiro, ridisegnando un ruolo “egemone” per il Partito democratico, baricentro di un nuovo asse di centro sinistra, credibile nell’alternativa a questo governo. Ma il problema è il Pd stesso, dove restano sempre accesi i mille fuochi della discordia interna.

Da oggi Berlusconi è alla deriva e alla fine giocherà l’ultima carta del ritorno alle urne.

Gli altri, tutti gli altri, hanno il “dovere” di non cadere nella trappola, rilanciando nel parlamento e nel paese una azione politica che eviti all’Italia la debacle.