Palermo, i colleghi del vigile Mirco Vicari: “voleva suicidarsi”

Molti i punti oscuri nella morte di Mirco Vicari, il vigile urbano morto a Palermo martedì pomeriggio. Al vaglio l’ipotesi che possa essersi ucciso.

La morte del vigile urbano Mirco Vicari è ancora avvolta nel mistero. L’uomo, 38 anni, è deceduto martedì per un colpo fatale esploso dalla sua pistola d’ordinanza, questo è certo. Quello che bisogna chiarire, adesso, è come sia accaduto: secondo la ricostruzione ufficiale Vicari sarebbe rimasto ucciso durante una colluttazione con un ladro sorpreso nel proprio appartamento in via Scillato a Palermo.

Fondamentale per la ricostruzione ufficiale dell’agguato è stata la testimonianza della compagna di Vicari, anche lei vigile urbano, che era al telefono con lui e ha sentito cosa stava accadendo attraverso le parole dell’uomo.

Gli inquirenti, però, non sono del tutto convinti che sia andata proprio così. Appare improbabile che dei ladri d’appartamento si siano presi la briga di introdursi in una modesta abitazione in una zona popolare. Proprio per questo stanno vagliando anche ipotesi alternative, a cominciare dal sospetto che l’uomo si sia ucciso.

A supporto di questa pista investigativa c’è il racconto di due colleghe di Vicari, che hanno raccontato di come Mirco si fosse confidato con loro manifestando l’intenzione di togliersi la vita a causa delle difficile condizioni economiche. L’uomo avrebbe detto loro che se avesse deciso di farlo l’avrebbe fatto in modo da farlo apparire come un omicidio.

Ogni ipotesi, al momento, viene considerata valida. L’inchiesta è coordinata dal pm Sergio Demontis e dall’aggiunto Maurizio Scalia. L’autopsia sul corpo dell’uomo è in programma per oggi pomeriggio.

Foto | ©TMNews

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