Strage di Erba: divulgata una lettera di Olindo Romano

Mentre cresce l’attesa per la deposizione di Olindo Romano che si avrà il 18 febbraio, “Il giornale” pubblica integralmente il testo di una sua lettera. In essa l’imputato dichiara che le confessioni sue e di sua moglie ai pm erano solo il risultato di “una persecuzione e di una sottile violenza psicologica, attuata nei nostri

Mentre cresce l’attesa per la deposizione di Olindo Romano che si avrà il 18 febbraio, “Il giornale” pubblica integralmente il testo di una sua lettera. In essa l’imputato dichiara che le confessioni sue e di sua moglie ai pm erano solo il risultato di “una persecuzione e di una sottile violenza psicologica, attuata nei nostri confronti da chi stava svolgendo le indagini, in buona o malafede”. Romano dice di essersi trovato in stato di fermo senza saperne il perché. Solo in seguito gliene hanno spiegato le motivazioni: una possibile reazione violenta di loro due, una possibile fuga in Svizzera, e la necessità di evitare linciaggi da parte della gente. Romano continua poi:

La situazione che avevano creato non era più sotto il loro controllo, e per salvarsi la faccia eccoci al Bassone. Anche qui la sottile violenza psicologica continuava la sua opera, il terzo giorno di permanenza nelle patrie galere si presentano due carabinieri per rilevarmi le impronte digitali che già ne avevano in abbondanza, il loro scopo era ben altro, farci confessare o per lo meno provarci.

E ancora:

… ci hanno prospettato l’ergastolo ma la cosa che ha indotto mia moglie a confessare assumendosi tutte le responsabilità è che sarebbe stata l’ultima volta che mi avrebbe visto in quanto uno dei due sarebbe stato trasferito in un altro carcere etc. etc. così è iniziata l’estorsione delle nostre confessioni.

Per ora non ci sono state dichiarazioni a riguardo da parte dell’accusa. Lunedì prossimo, in ogni caso, se ne saprà sicuramente di più.

Via | ExpoBG

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