Parlamento del Venezuela: rissa e botte tra sostenitori di Maduro e oppositori

Occhi gonfi, volti sanguinanti e tumefatti: così si sono presentati davanti alle telecamere alcuni deputati del Venezuela dopo la riunione in Parlamento.

Occhi gonfi, volti sanguinanti e tumefatti: così si sono presentati davanti alle telecamere alcuni deputati del Venezuela dopo la riunione in Parlamento. Una riunione che è stato più che altro un match di boxe. Tutto è cominciato quando il presidente dell’Assemblea nazionale, Cabello, ha deciso di togliere la parola agli esponenti dell’opposizione che non riconoscono il nuovo presidente Nicolas Maduro. Una misura che dovrebbe durare fino a quando Maduro non sarà riconosciuto capo di Stato da tutti.

Gli oppositori hanno iniziato a gridare al golpe e si è scatenata una rissa da saloon: calci, pugni, lancio di oggetti e schiaffi. Non è mancato nulla. Julio Borges è comparso poi davanti ai microfoni e ha detto: “Non sono il solo a essere stato colpito. La stessa sorte è toccata ad altri parlamentari”. Tra gli altri, anche due donne, Maria Corina Machado e Norah Bracho.

L’opposizione parla di 17 feriti tra le sue file, cinque sarebbero i contusi tra chi invece appoggia il governo e il successore di Hugo Chavez. Ismael Garcia, deputato dell’opposizione, ha denunciato di essere stato aggredito alle spalle da membri governativi. Maduro ha accusato l’opposizione di aver iniziato: “Noi non siamo d’accordo con le violenze, tutto questo non si può ripetere. Ho parlato personalmente con Cabello: prenderà le misure disciplinari necessarie”.

Le violenze dentro l’aula sono figlie di quelle che da settimane infiammano le strade del Venezuela tra i sostenitori di Capriles e quelli di Maduro. Le autorità hanno già arrestato decine di manifestanti, in gran parte poi rilasciati. Sono morte otto persone vicine al Psuv di Mauro, in varie zone del Paese. Oggi sia l’opposizione sia la maggioranza scenderanno in piazza per la Festa dei Lavoratori, ma i due cortei si snoderanno in zone diverse di Caracas.