Brasile, in una favela di Rio sparatoria tra polizia e criminali, sette morti

I malviventi si erano infiltrati nei cortei di protesta per compiere violenze e furti approfittando del caos.

Nella favela Nova Holanda, che fa parte del Coplexo de Mare, alla periferia Nord di Rio de Janeiro, nella notte tra il 24 e il 25 giugno c’è stata una sparatoria tra polizia e criminali che si nascondevano nella baraccopoli. Il bilancio è di sette vittime: un sergente di polizia, un passante colpito da un proiettile vagante e cinque malviventi.

L’operazione della polizia, per la quale è stata dispiegata una forza di 400 uomini, mirava all’arresto di alcuni membri di bande criminali che si erano infiltrati nei cortei di protesta per approfittare del caos e compiere violenze e saccheggi.

In questo periodo sono molto frequenti i cortei che protestano contro la spesa di 15 miliardi di dollari che il Brasile sta spendendo per organizzare i Mondiali di calcio del 2014. Milioni di persone sono scese in piazza proprio nei giorni in cui si gioca la Confederations Cup, una sorta di antipasto della Coppa del Mondo del prossimo anno.

La cifra che il Brasile sta spendendo è ritenuta esagerata per il Paese che, pur avendo vissuto un grande sviluppo economico negli ultimi dieci anni, non offre servizi sociali adeguati alla popolazione e ci sono ancora gravi diseguaglianze socio-economiche. Le favela sono uno dei più evidenti problemi del Brasile.

In questo clima di proteste, in cui ci sono state anche tre manifestanti morti (tutte donne, una per infarto, le altre due investite da un’auto), il Brasile si prepara anche a ospitare la Giornata Mondiale della Gioventù con giovani provenienti da tutto il mondo per l’evento con Papa Francesco dal 23 al 28 luglio.

Intanto il presidente Dilma Rousseff ha proposto un referendum popolare per autorizzare la convocazione di un’assemblea costituente che cambi la costituzione e riformi radicalmente la politica.