Napolitano: “Salvaguardare continuità delle istituzioni”. E la rappresentatività?

Sul sito della Presidenza della Repubblica (www.quirinale.it) è apparso ieri il testo del seguente comunicato:“Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto, su loro richiesta, il Segretario del PD Pierluigi Bersani, la Presidente del gruppo PD al Senato Anna Finocchiaro, e il Presidente del gruppo PD alla Camera Dario Franceschini, che hanno illustrato l’esigenza già


Sul sito della Presidenza della Repubblica (www.quirinale.it) è apparso ieri il testo del seguente comunicato:

“Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto, su loro richiesta, il Segretario del PD Pierluigi Bersani, la Presidente del gruppo PD al Senato Anna Finocchiaro, e il Presidente del gruppo PD alla Camera Dario Franceschini, che hanno illustrato l’esigenza già sollevata alla Camera di un confronto in Parlamento sulla situazione politica. Nel corso del colloquio il Presidente della Repubblica ha messo in evidenza come ritenga doveroso restare estraneo al merito di discussioni e decisioni interne ai partiti. Egli non può invece non richiamare la necessità di salvaguardare la continuità della vita istituzionale, nell’interesse generale del paese”.

Per la verità, la posizione assunta per il momento dal Capo dello Stato non può che suscitare qualche perplessità. La rottura che si è consumata in queste ore, infatti, non ha trovato espressione soltanto in “discussioni e decisioni interne ai partiti”. Com’è noto, ben 33 deputati del Pdl hanno formato ieri un nuovo gruppo parlamentare denominato “Futuro e Libertà per l’Italia”.

Oltre ai tre “ribelli” menzionati nel documento dell’Ufficio di Presidenza del Pdl (Bocchino, Briguglio e Granata), sono confluiti nel nuovo gruppo, tra gli altri, deputati che ricoprono importanti incarichi istituzionali come il Ministro per le politiche europee Andrea Ronchi, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, il Viceministro per lo Sviluppo economico Adolfo Urso, il Sottosegretario per il Lavoro, la Salute e le Politiche sociali Pasquale Viespoli. Ed ancora Mirko Tremaglia, Benedetto Della Vedova, Luca Barbareschi e tanti altri.

Se è vero che la rottura non è stata (ancora) formalizzata con un voto parlamentare, è anche vero che la formazione di tale nuovo gruppo potrebbe anche indurre il Presidente Napolitano ad invitare il Capo del Governo a recarsi in Parlamento per spiegare cosa sta succedendo ed eventualmente per sottoporsi ad un nuovo voto di fiducia.

D’altro canto, affermare “la necessità di salvaguardare la continuità della vita istituzionale” significa già, in qualche modo, entrare nel merito della vicenda politica, lasciando intravedere gli esiti di un preciso bilanciamento tra valori. A fronte di tale innegabile esigenza esiste, infatti, un altro valore che andrebbe tutelato e che lo stesso Capo dello Stato, in altre circostanze, ha ritenuto prevalente su tutti gli altri (ricordate la vicenda del decreto-legge “salva liste”, che Napolitano firmò per salvaguardare il diritto di voto dei cittadini?): mi riferisco alla rappresentatività delle stesse istituzioni.

Dopo la formazione di un nuovo gruppo alla Camera (al Senato la scissione avverrà la prossima settimana), di fatto non esiste più, nella sua originaria formazione, un partito di maggioranza. Il Presidente della Repubblica dovrebbe verificare, pertanto, la possibilità di formare un nuovo Governo, avviando una serie di consultazioni utili allo scopo.

Il Presidente Berlusconi, invece, se volesse mostrarsi coerente con quanto ha sempre affermato nel corso di tutte le precedenti crisi di governo, dovrebbe lasciare perdere i numeri e prendere atto che non ci sono più le condizioni per rispettare il patto siglato con gli elettori, molti dei quali hanno votato Pdl perché sostenevano Gianfranco Fini, i suoi uomini e le sue idee.

Foto | Flickr

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