Verdini in conferenza stampa: “Non ho mai saputo nè fatto parte di associazioni segrete”

Nella conferenza stampa che si è svolta oggi alle 15, Denis Verdini, l’attuale coordinatore del Pdl coinvolto nelle indagini sulla nuova associazione segreta denominata P3, oltre a sparare a zero su Fini e Bocchino, ha anche dichiarato di non aver mai saputo nè fatto parte di associazioni segrete. E di non conoscerne nè finalità nè

Nella conferenza stampa che si è svolta oggi alle 15, Denis Verdini, l’attuale coordinatore del Pdl coinvolto nelle indagini sulla nuova associazione segreta denominata P3, oltre a sparare a zero su Fini e Bocchino, ha anche dichiarato di non aver mai saputo nè fatto parte di associazioni segrete. E di non conoscerne nè finalità nè attività.

Ma fare parte di un’associazione segreta è reato? E, dunque, la massoneria in Italia è illegale?

In realtà non è esattamente così. L’art. 18, secondo comma, della Costituzione, prevede, in effetti, che “sono proibite le associazioni segrete”. Non aggiunge altro. Ma tale articolo va letto alla luce di quanto prevede la legge n. 17 del 1982 (Norme di attuazione dell’art. 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete e scioglimento della associazione denominata Loggia P2).

L’art. 1 di tale legge precisa cosa debba intendersi, ai sensi dell’art. 18 della Costituzione, per “associazioni segrete”:

“Si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall’art. 18 della Costituzione, quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”.

Sono vietate soltanto quelle associazioni segrete che “svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”.

L’art. 2 della legge n. 17 prevede, poi, le sanzioni in cui incorrono coloro che promuovano o dirigano o facciano parte di un’associazione segreta:

“Chiunque promuove o dirige un’associazione segreta, ai sensi dell’art 1, o svolge attività di proselitismo a favore della stessa è punito con la reclusione da uno a cinque anni. La condanna importa la interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Chiunque partecipa ad un’associazione segreta è punito con la reclusione fino a due anni. La condanna importa l’interdizione per un anno dai pubblici uffici. La competenza a giudicare è del tribunale”.

L’art. 3, infine, prevede che:

“Qualora con sentenza irrevocabile sia accertata la costituzione di una associazione segreta, il Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio stesso, ne ordina con decreto lo scioglimento e dispone la confisca dei beni”.

La legge n. 17 del 1982 venne approvata e promulgata proprio per contrastare una loggia massonica “deviata”: la P2 (“Propaganda 2”). Si decise di adottare una soluzione di compromesso, aggiungendo (peraltro non con revisione costituzionale, ma con una legge ordinaria di attuazione) un’altra condizione per la qualificazione di un’associazione come vietata ai sensi dell’art. 18 della Costituzione: l’attività di interferenza con le funzioni di organi costituzionali e amministrazioni pubbliche.

Una soluzione di compromesso, perché in tal modo si volle colpire la P2, ma salvare il resto della massoneria. In altri termini, un’associazione segreta non è illegale se non interferisce con l’amministrazione dello Stato o di altri enti pubblici, se non opera attività di inquinamento occulto della pubblica amministrazione.

Tra gli affiliati alla P2, com’è noto, c’era anche l’attuale Presidente del Consiglio dei ministri. Colui che – per ironia della sorte – dovrebbe disporre lo scioglimento della P3 se si accertasse con sentenza definitiva che alcuni suoi stretti collaboratori hanno dato vita o partecipato a questa nuova associazione illegale.