Vanity Fair. Perché Roberto Saviano ha ragione quando accusa la Lega Nord?

L’intervista che Roberto Saviano ha rilasciato a Vanity Fair ha generato, fin da ieri, una serie di polemiche tanto che la Lega Nord, responsabile secondo lo scrittore della crescita della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese, ha già fatto sapere di non condividere quanto scritto dal settimanale di Condé Nast.Roberto Saviano, che ne dica Roberto Castelli (ex Ministro



L’intervista che Roberto Saviano ha rilasciato a Vanity Fair ha generato, fin da ieri, una serie di polemiche tanto che la Lega Nord, responsabile secondo lo scrittore della crescita della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese, ha già fatto sapere di non condividere quanto scritto dal settimanale di Condé Nast.

Roberto Saviano, che ne dica Roberto Castelli (ex Ministro della Giustizia oggi impiegato alle Infrastrutture), ha ragione. Per capirlo è sufficiente soffermarsi sulle notizie delle ultime settimane.

In meno di sette giorni Gad Lerner, sul proprio blog (sul quale aveva anticipato il maxi arresto che a Milano avrebbe consegnato alla giustizia più di 300 malavitosi), ha spiegato per ben due volte perché la Lega Nord è responsabile della crescita della ‘ndrangheta al Nord che come spiegato su 02blog.it rischia di inficiare la realizzazione, già pericolante, di Expo 2015.

Scriveva ieri il giornalista de la7:

Umberto Bossi non a caso si è lasciato trasportare dall’impeto nel corso di un comizio dedicato a negare le divisioni interne al partito, esplose per la prima volta pubblicamente. A scatenarle è stato il caso di Angelo Ciocca, recordman delle preferenze in consiglio regionale per il Carroccio, i cui contatti col capoclan calabrese Pino Neri sono stati rivelati dall’inchiesta della Procura di Milano sulla ‘ndrangheta.

Il capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni ha puntato il dito contro il segretario della Lega lombarda Giancarlo Giorgetti, accusandolo di avere protetto Ciocca. In precedenza era stato Calderoli a tirare per la giacca lo stesso Bossi, ricordandogli di avere brindato alla nomina ministeriale di Brancher, salvo poi prenderne le distanze a Pontida”.

Nel suo lungo editoriale, scritto per Repubblica, Gad Lerner evita di cadere in facili generalizzazioni spiegando che la recente rivolta dei sindaci lombardi è stata caldeggiata proprio da un primo cittadino leghista, tale Attilio Fontana.

“Quando – scrive il giornalista – l’8 aprile scorso 510 sindaci lombardi consegnarono simbolicamente le fasce tricolori alla Prefettura di Milano, a guidarli era il primo cittadino di Varese, il leghista Attilio Fontana.

E come se non bastasse una ricerca della Commissione paritetica sul federalismo fiscale ha rivelato nei giorni scorsi che proprio la Lombardia, avamposto degli amministratori leghisti, detiene il primato delle tasse locali (regionali, provinciali, comunali) a carico dei suoi cittadini: 2697 euro cadauno all’anno. Un bilancio imbarazzante per un partito che chiede voti contro gli eccessi della fiscalità”.


Sempre secondo quanto sostenuto da Gad Lerner, la scorsa settimana, l’ascesa politica della Lega Nord nei salotti milanesi che contano sarebbe stata agevolata da Comunione e Liberazione che da sempre sostiene Roberto Formigoni.

Scriveva il conduttore de la7 lo scorso 20 luglio:

“E mentre la Lega scopre a sua volta di essere infiltrata dal malaffare nelle amministrazioni in cui ha accumulato il potere spartendolo con Cl e i vari gruppi di potere del Pdl (primo fra tutti quello che fa capo a Ligresti&La Russa), constatiamo come l’ombrello di Berlusconi abbia coperto una crescita a dismisura di alleanze criminali.

Un impasto tra politica e economia che ha permesso arricchimenti facili e provocato l’acutizzarsi dell’ingiustizia sociale”.

La Lega Nord, secondo quanto sostenuto da Agora Vox Italia, non sarebbe entrata solo nei giri riguardanti la spartizione del territorio con Comunione e Liberazione. Ad oggi, ad esempio, non si esclude che il partito di Umberto Bossi sappia della morte di Pasquale Libri (a questo link trovate l’approfondimento di 02blog.it) molto di più di quanto dichiarato fino a questo momento.

In attesa di capire come il leader del Carroccio intenderà muoversi per placare uno scandalo che tra poche settimane sarà conclamato come tale non possiamo prender atto che tutelare gli indagati non è un malcostume solo del Popolo della Libertà, di cui la Lega Nord è il principale alleato.

Angelo Ciocca, malgrado le indagini sul suo conto riguardanti una collaborazione con la malavita milanese, fa ancora parte del proprio partito tanto che il capogruppo della Lega Nord lombardo a “Provincia Pavese” ha fatto sapere che sul suo destino politico non si è ancora deciso nulla.