Durata del processo civile: all’Italia la maglia nera fra i Paesi Ocse

Con 564 giorni per il primo grado e 788 giorni per i tre gradi di giudizio, l’Italia è il fanalino di coda nella lunghezza dei processi civili

Un primato tutt’altro che lusinghiero quello dell’Italia che veste la maglia nera dell’OCSE per quanto riguarda la durata dei processi civili: nel 2010 si sono impiegati, in media, 564 giorni per il primo grado contro una media di 240 giorni  e i 107 giorni del Giappone. Italia trentaquattresima su trentaquattro nel rapporto Giustizia civile: come promuovere l’efficienza.

Nei Paesi OCSE il tempo medio stimato nei tre gradi di giudizio è di 788 giorni (poco più di due anni), con un minimo di 369 giorni in Svizzera e un massimo di 8 anni in Italia. Il dato singolare è che tanto la Svizzera quanto l’Italia destinano al sistema giudiziario la stessa quota del PIL vale a dire lo 0,2%.

Le differenze fra i vari Paesi sono abissali e, nello studio, viene sottolineato come sulla durata dei procedimenti incida il grado di fiducia dei cittadini nei confronti del sistema giudiziario:

Un aumento della durata dei procedimenti del 10 per cento è associato a una riduzione di circa 2 punti percentuali della probabilità che un soggetto dichiari di avere fiducia nel sistema giudiziario.

La lentezza della giustizia ha effetti anche sul credito, sulla tutela dei diritti e, dunque, sullo sviluppo economico del Paese. Secondo il presidente del Senato, Aldo Grasso,

dobbiamo affrontare con urgenza questa situazione perché la lunghezza dei tempi di risoluzione delle controversie non serva da scudo per comportamenti opportunistici e disonesti. Non è accettabile che i processi siano percepiti come un girone dantesco e che sia ‘fammi causa’ la minaccia più frequente e più efficace per opporsi alle rivendicazioni dei diritti.

Via | Sole 24 Ore

Foto © Getty Images

 

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