Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Afghan War Diary: i documenti di Wikileaks come i Pentagon Papers del Vietnam. Il terremoto provocato ieri dagli oltre 90.000 documenti riservati diffusi da Wikileaks con il nome di Afghan war diary: 2004-2009 è appena agli esordi. I giornali di tutto il mondo hanno iniziato a pubblicare estratti dei documenti, che rivelano una verità impietosa

Afghan War Diary: i documenti di Wikileaks come i Pentagon Papers del Vietnam. Il terremoto provocato ieri dagli oltre 90.000 documenti riservati diffusi da Wikileaks con il nome di Afghan war diary: 2004-2009 è appena agli esordi. I giornali di tutto il mondo hanno iniziato a pubblicare estratti dei documenti, che rivelano una verità impietosa sulla guerra condotta dagli Stati Uniti in Afghanistan. Siamo certi che l’immensa mole di materiali diffusi dal sito di Julian Assange riserverà molte sorprese.

Nel frattempo si moltiplicano le reazioni internazionali, con l’Amministrazione Usa che strilla il proprio sdegno per essere stata sbugiardata davanti al mondo intero. Nei documenti diffusi da Wikileaks, il conflitto afghano compare infatti per quello che è: una guerra sporca con più ombre che luci e che, soprattutto, non sta producendo alcun risultato. Una guerra, insomma, che ricorda sempre più quel Vietnam in cui un altro democratico, Lyndon Johnson, aveva fatto impantanare gli Stati Uniti.

A tirare in ballo il paragone con il Vietnam ci pensa anche un protagonista di quella stagione: Daniel Ellsberg.

A vederlo adesso, Ellsberg ha l’aspetto di un simpatico vecchietto, ma la sua vicenda ha molte affinità con quella di Julian Assange. Ex analista militare statunitense, Ellsberg è passato alla storia per aver divulgato nel 1971 i cosiddetti “Pentagon Papers”, uno studio sulla guerra in Vietnam realizzato dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti.

Nello studio, pubblicato poi dal NY Time,s emergeva come gli Stati Uniti avessero mentito su numerosi aspetti del conflitto in Vietnam. In particolare si citavano i bombardamenti a tappeto su Laos e Cambogia (di cui ufficialmente non si era mai data notizia) ed emergevano le responsabilità dell’Amministrazione Johnson nel nascondere al Congresso e all’opinione pubblica numerosi aspetti della guerra.

Interpellato dal Guardian , Ellsberg ha paragonato i documenti diffusi da Wikileaks a quelli che lui aveva contribuito a rendere pubblici nel 1971.

L’ex analista militare ha condannato senza mezze misure il conflitto in Afghanistan, affermando che, dopo 10 anni e 300 miliardi di dollari spesi, i Talebani sono più forti che mai e che, di fatto, “stiamo reclutando per loro”.

Secondo l’ex analista, documenti della portata dei Pentagon Papers devono però essere ancora rivelati. Se infatti l’Afghan war diary può influenzare l’opinione pubblica, per Ellsberg il punto fondamentale è in che modo la pubblicazione di notizie relative alla guerra possa avere efeftti sulle decisioni dei Governi di Stati Uniti e Gran Bretagna.

Come esempio, ha citato i documenti diffusi nel 2003 dalla traduttrice britannica del GCHQ Katharine Gun, dai cui emergeva come gli Stati Uniti avessero chiesto alla Gran Bretagna di spiare gli uffici di sei Paesi neutrali presso la sede delle Nazioni Unite prima della guerra in Iraq.

La diffusione della notizia aveva portato i sei Paesi (Angola, Bulgaria, Camerun, Cile, Guinea e Pakistan) a votare contro l’invasione dell’Iraq in seno al Consiglio di sicurezza.