Ore 12 – Sinistra, Pd, Vendola … fra fughe in avanti e passi indietro

Non c’è pace nella sinistra italiana, non c’è pace nel Pd. Tutto serve per darsi “botte” fra amici e compagni, per guadagnare la leadership di una parte. La vecchia storia di “accontentarsi” di essere i primi degli ultimi. Comunque alla testa dei … perdenti. Vincere le primarie e poi perdere le elezioni. La auto candidatura

Non c’è pace nella sinistra italiana, non c’è pace nel Pd.

Tutto serve per darsi “botte” fra amici e compagni, per guadagnare la leadership di una parte. La vecchia storia di “accontentarsi” di essere i primi degli ultimi. Comunque alla testa dei … perdenti. Vincere le primarie e poi perdere le elezioni.

La auto candidatura di Nichi Vendola ha riaperto il “fuoco amico”, anche perchè ha il sapore di una fuga intempestiva. C’è un governo in carica, c’è soprattutto nel centro sinistra il vuoto politico: non c’è un programma né una coalizione.

Né Vendola, né Bersani, né nessun altro, tracciano un nuovo perimetro del centro sinistra, con un progetto alternativo credibile, con le alleanze.

Vendola è una figura valida, ma la sindrome minoritaria è il male da cui deve guarire. Nichi fa battere il cuore della sinistra, agitare bandiere rosse, rianimare il confronto. Non è poco, nell’era berlusconiana.

Ma così si rischia di muovere i nostalgici, di finire come finì nel ’94 la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto. In tal modo, ancora una volta, si aprirebbe una partita interna alla sinistra.

Cioè una partita persa in partenza perché non si parla all’Italia di mezzo, non si portano via i voti dei delusi di Berlusconi, si lascia la destra al governo.

Bersani e il Pd “ufficiale” non vogliono Vendola il … “rompiscatole”. Ma né Bersani e né il Pd sanno cosa vogliono e dove vogliono andare.