Toscana: la Corte Costituzionale boccia il ricorso del Governo Berlusconi contro Enrico Rossi

Tutti i presunti ragionamenti elargiti dagli esponenti politici scompaiono davanti all’attualità. Durante lo scorso fine settimana la Corte Costituzionale si è espressa a favore di Enrico Rossi e della sua capacità amministrativa in Toscana dove lavora in qualità di Presidente di Regione.La gestione, in quota Pd, di Rossi era stata contestata dal Governo Berlusconi secondo


Tutti i presunti ragionamenti elargiti dagli esponenti politici scompaiono davanti all’attualità. Durante lo scorso fine settimana la Corte Costituzionale si è espressa a favore di Enrico Rossi e della sua capacità amministrativa in Toscana dove lavora in qualità di Presidente di Regione.

La gestione, in quota Pd, di Rossi era stata contestata dal Governo Berlusconi secondo il quale la tutela locale dei cittadini stranieri a scapito delle persone italiane i cui diritti, stando a quanto sostenuto dall’amministrazione nazionale, erano messi in pericolo da chi in Italia arrivava come rifugiato.

“La Corte costituzionale – sostiene Enrico Rossi a Repubblica – ha dichiarato inammissibile e non fondato il ricorso del Governo Berlusconi sulla Legge regionale che norma l’accoglienza, l’integrazione e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana. E’ una vittoria della ragione e della civiltà.

Accogliamo con estrema soddisfazione la decisione della Corte perché stabilisce una volta per tutte la legittimità costituzionale di una normativa basata su principi di uguaglianza e di pari opportunità che ha l’obiettivo dichiarato di rafforzare sul nostro territorio la coesione sociale e la solidarietà tra i cittadini, qualunque sia la loro provenienza”.

Della decisione della Corte Costituzionale, malgrado il specifico appunto sulle pari opportunità, non fa accenno il Ministro Mara Carfagna sul proprio blog che in home page, oltre alla rassegna stampa dell’esponente politico, riporta solo le dichiarazioni riguardanti le proposte di legge a favore delle donne sottintendo, quindi, che il dicastero che rappresenta è limitato al raggiungimento dell’uguaglianza tra uomo e donna.

Chissà se con lo stesso disinteresse il Ministro delle Pari Opportunità si occuperà dei più recenti provvedimenti di Matteo Renzi, sindaco di Firenze, che seguendo l’esempio del collega Enrico Rossi ha deciso di attuare una serie di iniziative a sostegno delle famiglie delle propria città.

Scrive Matteo Renzi sul proprio blog:

“Grazie allo stanziamento di un plafond di 1,5 milioni di euro da parte di Banca CR Firenze, le famiglie che beneficiano dei servizi all’infanzia del Comune di Firenze potranno pagare la retta dell’asilo attraverso un finanziamento concesso dalla Banca.

La famiglia non sosterrà oneri per il periodo di frequenza del nido e inizierà a ripagare il prestito con rate pari a circa la metà della tariffa mensile che avrebbe pagato in assenza di facilitazioni: il finanziamento, che dovrà essere richiesto entro il mese di dicembre di ogni anno scolastico, coprirà infatti la retta per tutta la frequenza del bambino all’asilo (1 o 2 anni) e verrà rimborsato solo successivamente, diluendo il rimborso in un periodo di anni doppio (2 o 4 anni) a seconda del periodo di frequenza del nido”.