Bce: senza riforme strutturali niente ripresa

L’Eurotower: “I rischi per le prospettive economiche dell’area dell’euro restano orientati al ribasso”.

di remar

Il bollettino di agosto della Banca centrale europea pubblicato oggi, nello stesso giorno in cui vengono certificati il -0,2% del pil tedesco nel secondo trimestre e la stagnazione della Francia, parla di segnali di ripresa nell’eurozona, ripresa però ancora “moderata e disomogenea”.

Secono la Bce i dati macro più recenti, non fanno sperare in niente di più che in una ripresa contenuta e un po’ a macchia di leopardo nell’area euro:

”I rischi per le prospettive economiche dell’area dell’euro restano orientati al ribasso. In particolare, l’acuirsi dei rischi geopolitici nonché gli andamenti nei paesi emergenti e nei mercati finanziari mondiali potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche”.

Nel medio periodo:

“la domanda interna dovrebbe essere sostenuta da una serie di fattori, fra cui l’orientamento accomodante della politica monetaria e i miglioramenti in atto nelle condizioni finanziarie”.

Il mercato del lavoro sempre secondo la Bce mostra qualche segnale di miglioramento anche se la disoccupazione rimane ancora molto elevata e la capacità produttiva inutilizzata notevole.

L’Eurotower poi torna a chiedere riforme strutturali per incentivare gli investimenti, il vero motore in grado di fare ripartire l’occupazione. Di recente il nostro premier Matteo Renzi è entrato in polemica con il presidente della Bce Mario Draghi, il quale aveva spiegato che l’Italia non uscirà dalla recessione senza una chiara e non incerta politica di riforme strutturali che attraggano anche gli investimenti esteri.

L’istituto centrale europeo ribadisce poi che è sempre pronto a sostenere la crescita con interventi non convenzionali di politica monetaria per evitare che la bassa inflazione dell’eurozona si trasformi di deflazione:

”Il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali nel quadro del proprio mandato qualora si rendesse ancora necessario affrontare rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato”

si legge nel bollettino.

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