Ore 12 – ” Questione morale ” : Bersani non è Berlinguer. E Fini?

Se è vero che sulla “questione morale” il Pd non fa adeguata battaglia politica, non si può spingere Pier Luigi Bersani a fare quello che faceva Enrico Berlinguer. Non solo perché, ovvio, i tempi sono cambiati. La “questione morale” di Berlinguer era tutta incentrata sulla “diversità” (presunta o reale?) del Pci: sul piano ideologico, politico,

Se è vero che sulla “questione morale” il Pd non fa adeguata battaglia politica, non si può spingere Pier Luigi Bersani a fare quello che faceva Enrico Berlinguer.

Non solo perché, ovvio, i tempi sono cambiati. La “questione morale” di Berlinguer era tutta incentrata sulla “diversità” (presunta o reale?) del Pci: sul piano ideologico, politico, culturale, etico e morale.

Dov’è oggi la diversità del Partito democratico? Non solo quella diversità non c’è, ma il Pd è oramai impregnato del brodo di cultura del “berlusconismo”.

Il finanziamento pubblico dei partiti c’entra con la questione morale? Va ricordato che il Pci (relatore Armando Cossutta e conclusioni di Berlinguer) appoggiò e votò quella legge in parlamento: solo Umberto Terracini si dissociò. Ma Berlinguer, con grande onestà intellettuale, associò quella legge al tema del “risanamento della vita pubblica, della politica e delle istituzioni”.

Anche allora il tema di fondo era in quel regime (di matrice democristiana) costruito dai gruppi dominanti, nella commistione fra pubblico e privato, fra politica, potere e affari.

Oggi il “berlusconismo” non ha più l’autorità e la credibilità necessarie, per i guasti fatti, per le promesse tradite, per gli episodi di corruzione, per il logoramento di una pratica di governo che privilegia gli interessi individuali, clientelari o di gruppo.

Occorre una profonda trasformazione della direzione politica, l’ingresso di forze nuove, di riconosciuta serietà, pulizia e fedeltà agli interessi dei cittadini perché lo sforzo di rinnovamento (e anche di sacrificio) sia sostenuto dalla fiducia e dalla partecipazione attiva e consapevole della parte più sana, laboriosa e attiva del paese.

Ma la seconda Repubblica non ha più carte da giocare. E lo stesso Pd non ha le carte in regola. Ce le ha Gianfranco Fini?