Omicidio Sarah Scazzi, il gup ha deciso: Sabrina Misseri e Cosima Serrano restano in carcere

Sabrina Misseri e Cosima Serrano restano in carcere: lo ha stabilito il gup di Taranto rigettando le richieste di scarcerazione avanzate dai legali delle due donne


Come anticipato nei giorni scorsi, è arrivata ieri la decisione del giudice per le indagini preliminari di Taranto, Pompeo Carriere, chiamato ad esprimersi sulle richieste di scarcerazione avanzate dai legali di Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, accusate di essere le esecutrici materiali dell’omicidio di Sarah Scazzi, uccisa ad Avetrana il 26 agosto dello scorso anno.

Il gup ha respinto le richieste, lasciando così in carcere le due donne: Sabrina è detenuta dal 15 ottobre 2010, mentre sua madre è stata arrestata il 26 maggio scorso. L’accusa per loro è di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere.

Ora manca la decisione più importante, quella che segue le undici sedute dell’udienze preliminare: il prossimo 21 novembre il gup Carriere renderà noto cosa ha stabilito in merito alla condanna dei tre avvocati – Emilia Velletri, Gianluca Mongelli e Francesco De Cristofaro – che hanno scelto il rito abbreviato e al rinvio a giudizio degli altri dieci imputati.

Alla decisione del gup seguirà un calendario con le prime date del processo. Le persone coinvolte in questo caso, oltre alle due donne e ai tre legali, sono:

Michele Misseri, del 57 anni, zio di Sarah; Carmine Misseri, di 55 anni, fratello di Michele; Cosimo Cosma, di 34 anni, nipote di Michele Misseri; l’avvocato Vito Russo, di 38 anni; i cognati del fioraio Giovanni Buccolieri, Anna Scredo, di 39 anni e il marito Antonio Colazzo, anche lui 39enne; la suocera di Buccolieri, Cosima Prudenzano, di 50 anni; Giuseppe Nigro37 anni, parente del fioraio.

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