P3: Gioele Magaldi e i rapporti dei “pensionati sfigati” con la massoneria

Uno scandalo sempre più interessante, quello della P3, sollevato dall’inchiesta Insider della procura di Roma. Perché? Perché Gioele Magaldi, “massone democratico” come lo definisce Dagospia, viene intervistato da un prestigioso settimanale. E si leva qualche, anzi, molti sassolini dalla scarpa su quanto sta accadendo ai “pensionati sfigati”, molti dei quali personaggi vicini o organici alla

Uno scandalo sempre più interessante, quello della P3, sollevato dall’inchiesta Insider della procura di Roma. Perché? Perché Gioele Magaldi, “massone democratico” come lo definisce Dagospia, viene intervistato da un prestigioso settimanale. E si leva qualche, anzi, molti sassolini dalla scarpa su quanto sta accadendo ai “pensionati sfigati”, molti dei quali personaggi vicini o organici alla massoneria.

Ma c’è un piccolo “ma”: l’intervista al noto settimanale – Vanity Fair – esce tagliata, mancano pezzi che Magaldi riteneva importanti, e non è soddisfatto: ripubblica la versione integrale sul suo sito – noi ve la inseriamo nelle sue parti salienti dopo il salto – e si leggono alcune rivelazioni interessanti. O frasi ad effetto come:

Quanto “al tempo della P2”, non è mai finito. Ha solo assunto nuove maschere, senza alcuna effettiva soluzione di continuità rispetto all’opera di Licio Gelli

Dopo il salto, trovate le domande e le risposte più interessanti e sui protagonisti della vicenda P3, mentre l’intervista integrale pubblicata da Gioele Magaldi è sul sito Grande Oriente Democratico.

Foto | Flickr

Come valuta il nuovo scandalo P3? E’ solo un teatrino, come ha detto il Gran Maestro Raffi o sono 4 pensionati un po’ sfigati?

Né l’una né l’altra cosa. Parlare di P3 è vero e falso allo stesso tempo. E’ falso perché, in senso stretto, le Logge Propaganda 1 e Propaganda 2 sono storicamente esistite in seno al G.O.I., mentre il nome “P3” è una creazione giornalistica. Ma solo il nome. La “realtà” cui allude il nome è vera, anzi sin troppo vera, se ci si riferisce ad una specifica vicenda della Massoneria italiana negli ultimi 28 anni, dal 1982 in avanti. Definire Marcello Dell’Utri, Denis Verdini, Flavio Carboni e altri nomi molto importanti (tanti ancora da scoprire…) come “pensionati un po’ sfigati” è troppo anche per un “barzellettiere” come il Fratello Silvio Berlusconi

Il Grande Oriente d’Italia non aveva già fatto pulizia al tempo della P2 e poi con l’arrivo di Raffi? O esistono logge che sfuggono al suo controllo?

Raffi non ha fatto alcuna pulizia. Solo proclami retorici e mistificatori. E nessuna realtà massonica rilevante, in Italia, può sfuggire al “controllo” del Grande Oriente. Quanto “al tempo della P2”, non è mai finito. Ha solo assunto nuove maschere, senza alcuna effettiva soluzione di continuità rispetto all’opera di Licio Gelli, che era perfettamente organico ai vertici di Palazzo Giustiniani.

Lei ha detto che gli elenchi della P2 sono incompleti…

Ci sono alcune copie degli elenchi completi, con migliaia di nomi. Roba abbastanza “esplosiva”, anche a quasi trent’anni dalla scoperta degli elenchi incompleti di Castiglion Fibocchi. Ho avuto modo di visionarli di persona e so che, se fosse necessario e opportuno, chi li custodisce li renderebbe pubblici, con conseguenze piuttosto traumatiche per tanta gente. Anche perché non si tratta di meri elenchi di nomi, ma di una documentazione piuttosto corposa e articolata…

L’ingresso in una loggia è reversibile? I rapporti di Berlusconi con il mondo massonico si sono chiusi con la fine della P2?

L’iniziazione alla Massoneria ha carattere indelebile. Come l’ordinazione sacerdotale. Una volta affiliati, si rimane massoni per tutta la vita. A proposito dei rapporti di Berlusconi con il mondo massonico, giova sottolineare che il “pensionato” Flavio Carboni è stato il tramite dei costanti e reiterati rapporti del Fratello Berlusconi con il Fratello Armando Corona, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1982 al 1990. Flavio Carboni è sempre stato anche grande amico di Giuseppe Pisanu, già Ministro dell’Interno nel secondo e terzo governo Berlusconi (2002-2006). Giuseppe Pisanu e soprattutto il Gran Maestro Armando Corona ebbero anche il “merito” di facilitare incontri e rapporti del Fratello Berlusconi con l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga (1985-1992). Sui rapporti di Silvio Berlusconi e dell’entourage berlusconiano con il mondo massonico italiano e internazionale negli anni successivi al 1990 e fino ad oggi, è di prossima uscita-presso un’importante casa editrice italiana- un libro molto interessante, di cui sono co-autore.

Quali sono i rapporti tra il Grande Oriente guidato da Raffi e la politica italiana? Si è molto parlato dei 4000 iscritti del PD…

Come ho già avuto modo di spiegare altrove, l’allusione del Gran Maestro Raffi ai “4000 massoni nel PD” era un modo per suggerire, ammiccando, che, degli altri 21.000 aderenti ufficiali al G.O.I., la maggioranza sarebbe filo-Berlusconi o filo-PDL. Cosa non vera, ma che Raffi, evidentemente, aveva necessità di segnalare pubblicamente a qualcuno…In ogni caso, sia per la gestione autoritaria dentro Palazzo Giustiniani- insofferente di qualsiasi dissenso, critica o libero dibattito di opinioni- sia per i “messaggi cifrati” rivolti alla politica italiana, è sempre più difficile non riconoscere la “deriva berlusconiana” che Raffi vorrebbe imprimere al Grande Oriente d’Italia da lui guidato.