L’ISU, la nuova tassa comunale, potrebbe non vedere mai la luce

Si parla molto in questi giorni, e si è parlato in passato, della cosiddetta IMU, l’imposta municipale unica, che Giulio Tremonti avrebbe ipotizzato di introdurre nell’Ordinamento Italiano entro breve.Si dice “avrebbe” perché, seppur auspicata dalla Lega Nord – che vedrebbe finalmente attuato in parte il progetto di una tassa gestita direttamente dal territorio – la


Si parla molto in questi giorni, e si è parlato in passato, della cosiddetta IMU, l’imposta municipale unica, che Giulio Tremonti avrebbe ipotizzato di introdurre nell’Ordinamento Italiano entro breve.

Si dice “avrebbe” perché, seppur auspicata dalla Lega Nord – che vedrebbe finalmente attuato in parte il progetto di una tassa gestita direttamente dal territorio – la nuova “tassa” vede il suo cammino già fortemente accidentato.

Il problema, come ovvio, non è la costruzione dell’IMU (che in sé andrebbe semplicemente a sostituire l’Irpef sugli immobili, l’imposta di registro sulle transazioni immobiliari e la tassa ipotecaria catastale dovuta sui mutui) bensì “idea” stessa di una nuova tassa.

Il premier, che come primo atto del suo governo ha abolito l’ICI, l’unica vera imposta in mano ai Comuni, non vorrebbe passare per colui che introduce una nuova tassa, seppur in sostituzione di tre imposte che verrebbero cancellate.

Gli italiani non capirebbero. O forse capirebbero troppo bene. Per un governo che sostiene di non voler aumentare le tasse, introdurne una nuova sarebbe un colpo troppo forte da assorbire, soprattutto in un periodo in cui la popolarità degli uomini al potere sembra in forte calo a causa di molteplici fattori (dalla corruzione alle spallate di Fini).

I Comuni e le Regioni sono in forti difficoltà economiche e nuova liquidità di sicuro non guasterebbe a garantire servizi migliori e di conseguenza meno costi sui cittadini. La stessa idea di federalismo è basata sul potere impositivo degli organi decentrati con una tecnica facile: io incasso, io spendo per la collettività da cui ho incassato.

Ma l’IMU risolverebbe il problema? Probabilmente no, per com’è pensata, poiché gli introiti potrebbero essere molto diversi da Ente ad Ente visto che soprattutto i redditi catastali sono molto diversificati da logo a luogo. Un ipotesi di soluzione sembrerebbe quella di un fondo perequativo che poi provvederebbe a ripartire gli introiti tra i vari enti. In sintesi, un nuovo carrozzone centralizzato che seppur temporaneo cozzerebbe con l’idea stessa di federalismo.

In ogni caso, pare che l’IMU non nascerà… gli italiani rischierebbero di accorgersi che le tasse aumentano per davvero, poco importa che i mirabolanti tagli della manovra finanziaria non solo non contribuiscono a migliorare i conti degli Enti (in alcuni casi li peggiorano sensibilmente) ma di fatto causeranno aumenti dei costi per i servizi alla collettività. Non possiamo chiamarle tasse, è vero, ma i soldi dal portafoglio usciranno ugualmente, forse più di prima.

L’ISU? No grazie, il federalismo è un’altra cosa.

Foto: flickr | alancleaver