Governo Letta: il piano per il taglio dell’IMU

Impossibile eliminare la tassa sulla casa o restituire quanto già pagato. Il nuovo premier sta però studiando soluzioni di compromesso.

Renato Brunetta ha iniziato subito a minacciare: “Se non si restituisce l’Imu il Pdl non voterà la fiducia”. Una sparata, visto che è impossibile sia che Enrico Letta si impegni a mantenere la proposta shock che ha caratterizzato la campagna elettorale di Silvio Berlusconi, sia che il Pdl non voti la fiducia al neonato esecutivo per via dell’Imu. Non ci sarà, quindi, né la restituzione, né l’eliminazione della tassa sulla casa dal 2013. Si studiano però delle alternative per il pagamento dell’Imu.

La prima ipotesi è quella di una moratoria per il solo 2013. Un po’ per dare un segnale alle famiglie, un po’ perché si sta pensando di fare una riforma complessiva di Imu e Tares e quindi avrebbe un senso l’ipotesi di congelarla per un anno. Ma una moratoria del 100% è molto costosa, circa 4 miliardi di euro. E il governo dove andrebbe a trovare le coperture per i mancati incassi?

Una seconda opzione è quella proposta dal Partito Democratico e consiste nell’ampliamento della detrazione di base, che passerebbe da 200 a 600 euro. Circa il 40% dei proprietari sarebbero così esentati dal pagamento e l’85% dei contribuenti avrebbe dei benefici. Per lo Stato si tratta di rinunciare circa a 2 miliardi, e, visto il periodo, è una cifra per la quale non è facile trovare il rimpiazzo.

Infine l’opzione proposta dal sindaco di Roma Gianni Alemanno in piena campagna elettorale: esentare dal pagamento Imu tutti coloro che hanno un reddito Isee sotto i 15 mila euro (30mila euro di reddito, due figli a carico e un mutuo residuo di almeno 30mila euro). Un’ipotesi soft che permetterebbe a circa metà dei contribuenti più disagiati di evitare il pagamento.

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