Femminicidio | I dati mondiali: uno su tre è commesso dal partner

L’area del mondo in cui le donne sono più a rischio è il sud est asiatico. Ma anche i “paesi ad alto reddito” offrono un quadro preoccupante.

Il 38,6% delle donne che vengono uccise nel mondo muoiono per mano del partner. Mentre a parti invertite questo vale solo nel 6,3% dei casi. I freddi numeri non sono il massimo quando si parla di temi così delicati, ma lo studio sul femminicidio della Organizzazione mondiale della Sanità pubblicato su Lancet offre un quadro della situazione a livello mondiale.

Heidi Stockl, autrice dello studio, spiega: “Le necessità delle donne sono state trascurate troppo a lungo. Questi omicidi sono il risultato finale di un mancato intervento da parte della giustizia contro la violenza domestica”. L’area del mondo in cui le donne sono più a rischio è il sud est asiatico, dove più della metà (58,8%) degli omicidi femminili avviene per mano del partner.

Ma non è che i paesi “ad alto reddito” (tra cui l’Italia) se la passino meglio, tra questi la percentuale rimane al 41,2%. Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare questo tipo di omicidio avviene con molta meno frequenza nei paesi a medio e basso reddito europei. Ma anche del Pacifico occidentale (all’incirca tra Giappone e Australia) – circa un caso su 5 – e nelle regioni del Mediterraneo orientale (14,4%).

Lo studio è stato condotto raccogliendo i dati relativi a 169 Paesi negli ultimi 20 anni. In particolare hanno analizzato 492.340 casi di omicidio. Ma sono dati che rappresentano comunque una stima per difetto: si pensa che in un caso di femminicidio su 5 non siano stati riportati legami, pur esistenti, tra assassino e vittima.

“C’è ancora molto da fare”, ha spiegato Heidi Stockl, “in particolare per aumentare gli investimenti nella prevenzione di questo tipo di violenza, per sostenere le donne coinvolte in questi episodi, e per controllare il possesso di armi per persone con una storia di violenza alle spalle”.